Vigilanza antincendio sul Litorale Romano insieme ai volontari WWF

Dal 2017 il WWF Litorale Laziale – gruppo Litorale Romano organizza l’attività di vigilanza antincendio nella Pineta di Castel Fusano e da due anni anche nella Pineta Acqua Rossa. Il 2017 fu un anno tragico per le nostre pinete sul Litorale Romano come del resto in molte zone d’Italia, con una situazione di siccità prolungata iniziata alla fine del mese di aprile. Allora diversi cittadini offrirono la propria disponibilità ad agire e fu davvero un bene in quanto l’azione di prevenzione e tutela dagli incendi boschivi funziona solo se c’è un’attenta vigilanza del territorio che i volontari possono svolgere integrando la abituale presenza delle forze dell’ordine.

Dal 2019 l’attività antincendio avviene all’interno dell’Osservatorio Ambientale del X Municipio ed il WWF svolge un ruolo di rilievo in quanto il Coordinatore dell’Osservatorio è Stefano Lollobrigida, volontario ed attivista WWF da molti anni.

In cosa consiste l’attività di vigilanza antincendio?

L’attività è iniziata dalla fine del mese di maggio si conclude a settembre. Si percorre la pineta in bici oppure a piedi, sempre in gruppetti e mai da soli. Si attraversa la pineta lungo i sentieri sterrati, si vigila guardandosi intorno, osservando eventuali situazioni sospette e, se è il caso, inviando tempestivamente le segnalazioni al coordinatore che, secondo le circostanze specifiche, comunicherà con le forze dell’ordine o con il servizio giardini, oppure con gli uffici comunali.

Anche quest’anno quindi il WWF è parte attiva in questa iniziativa e lancia il riutale appello ad offrire la propria disponibilità che può consistere in genere in un paio di ore una volta la settimana fino ad arrivare alla ideale situazione di offrire una disponibilità fissa.

“Coloro che iniziano le prime volte saranno sempre affiancati da chi ha maggiore esperienza e conosce a fondo la pineta – dichiara Maria Gabriella Villani Presidente del WWF Litorale Laziale – Quest’attività è preziosissima per la conservazione delle nostre pinete ma è anche un’occasione per approfondire la personale conoscenza dell’ambiente naturale e per condividere con gli altri volontari l’amore per la natura, oltre ad essere un’ottima possibilità di attività fisica all’aperto tra i profumi della macchia mediterranea. Ogni anno inoltre per i volontari WWF e per gli osservatori ambientali tutti si organizzano iniziative di formazione specifica di tipo naturalistico ambientale, tra cui visite guidate che approfondiscono gli aspetti naturali, le norme di tutela ed anche l’evoluzione e la storia del nostro territorio.”

C’è bisogno ogni anno di ricambio!

A questo appello, rivolto soprattutto ai giovani (se minorenni possono partecipare solo accompagnati da un adulto), si può rispondere offrendo la propria disponibilità inziando un messaggio a Diana Jorda 348 0392984 che coordina i volontari WWF ed organizza i turni. Ci si organizza e si rimane in contatto attraverso Whatsapp e un gruppo Facebook.  

Castel Fusano per gli Osservatori Ambientali

Sabato 12 giugno nel pomeriggio esplorazione guidata da M. Gabriella Villani alla scoperta di Castel Fusano, il territorio, la vegetazione, la fauna della nostra meravigliosa pineta. Un’occasione per conoscere in modo più approfondito le ricchezze naturali del nostro territorio.

Organizzazione e coordinamento a cura di Stefano Lollobrigida e Diana Jorda

Corso di riconoscimento piante della duna e della macchia, continua 8, 9 e 23 maggio

Il prossimo fine settimana riprende il corso di riconoscimento delle piante della duna e della macchia mediterranea.

8 maggio – sabato. Appuntamento ore 16.00
Stazione Castel Fusano. Durata: 3 ore

9 maggio – domenica. Appuntamento ore 17.00 –
III Cancello, Via Litoranea Roma Anzio. Durata: 3 ore.

Contenuti proposti attraverso 5 incontri sul campo:

  • L’habitat della duna costiera e della macchia mediterranea
  • I fattori di perdita della biodiversità
  • Riconoscimento delle diverse specie
  • Laboratorio sul campo.
  • L’obiettivo del corso è quello di aumentare le conoscenze sugli habitat che caratterizzano il nostro litorale, allargare la base dei soci del WWF e così cercare nuovi volontari per le attività che caratterizzano l’associazione.

    Il corso è giunto alla sua settima edizione, è stato concepito per chi ha già delle competenze naturalistiche e per chi non ne sa nulla e vuole imparare. 

    Per tutti i docenti di ogni ordine e grado il corso è riconosciuto come attività di aggiornamento. Il WWF Italia è Ente riconosciuto e accreditato presso il MIUR per la formazione dei docenti.  A tutti i docenti partecipanti sarà inviato un attestato valido come attività di formazione in servizio.

    Scopriamo le piante della duna costiera e della macchia mediterranea e il loro habitat

    Crucianella, sparto, eringio, pancrazio, ginepro, erica, fillirea, elicriso… Chi sa riconoscerli?
    Eppure sono alcune delle piante più note della duna costiera e della macchia mediterranea, i cui habitat sono poco conosciuti, nonostante siano abbastanza comuni sul litorale romano. Le piante di questi due habitat hanno adattamenti particolari per sopravvivere in un ambiente assolutamente arido per diversi mesi all’anno.

    Con un corso di base, articolato in cinque uscite, il WWF Litorale Laziale intende fornire un approfondimento sull’ecosistema della duna costiera e della macchia mediterranea con particolare attenzione al riconoscimento delle straordinarie specie vegetali che caratterizzano questi ambienti.

    Giunto ormai alla sua settima edizione, questo corso è adatto sia a chi ha già delle competenze naturalistiche sia a chi non ne sa nulla e vuole imparare. 

    Per tutti i docenti di ogni ordine e grado il corso è riconosciuto come attività di aggiornamento.

    Il WWF Italia è Ente riconosciuto e accreditato presso il MIUR per la formazione dei docenti.  A tutti i docenti partecipanti sarà inviato un attestato valido come attività di formazione in servizio.

    Il corso è programmato per i pomeriggi di sabato e domenica  24 e 25 aprile8 e 9 maggio, domenica 23 maggio con il test finale.

    La partecipazione è limitata a 20 persone:  è necessario iscriversi per tempo, inviando un sms o un whatsapp al 347 8238652 oppure tramite posta elettronica a litoralelaziale@wwf.it.

    A fine corso sarà rilasciato un attestato per coloro che prenderanno parte ad almeno 3 dei 4 incontri previsti, oltre al test finale.


    PROGRAMMA DEL CORSO:
    Scopriamo le piante della duna costiera e della macchia mediterranea e i loro habitat

    Il corso sarà tenuto da:

    • Prof.ssa M. Gabriella Villani
    • Dr. Fabio Converio.

    24 aprile – sabato. Appuntamento ore 16.00
    Stazione Castel Fusano. Durata: 3 ore.
    Contenuti:

    • Introduzione sugli habitat della duna costiera e della macchia mediterranea
    • Gli adattamenti delle piante al clima
    • Riconoscimento delle diverse specie
    • Laboratorio pratico per realizzare un erbario fotografico
    • Indicazioni sull’utilizzo dei materiali forniti.

    25 Aprile – sabato. Appuntamento ore 16.00
    Stazione Cristoforo Colombo. Durata 3 ore circa.
    Contenuti:

    • Visita guidata, con riconoscimento delle specie della macchia mediterranea
    • Laboratorio sul campo.

    8 maggio – sabato. Appuntamento ore 16.00
    Stazione Castel Fusano. Durata: 3 ore.

    Visita guidata, con riconoscimento delle specie della macchia mediterranea

  • Laboratorio sul campo.
  • 9 maggio – domenica. Appuntamento ore 17.00 –
    III Cancello, Via Litoranea Roma Anzio. Durata: 3 ore.

    Contenuti:

    • L’habitat della duna costiera
    • I fattori di perdita della biodiversità
    • Riconoscimento delle diverse specie
    • Laboratorio sul campo.

    Visita guidata con laboratorio per il riconoscimento delle specie della duna costiera e della macchia mediterranea

    23 maggio – domenica. Appuntamento ore 17.30 Durata 2 ore

    Test conclusivo sul campo

    Cosa riceveranno i partecipanti:

    • due pubblicazioni a colori: sulla Riserva del Litorale Romano, sulle specie della duna e della macchia
    • ulteriori approfondimenti in formato elettronico inviati via posta elettronica

    CONTRIBUTO DI PARTECIPAZIONE

    La quota di partecipazione è di € 30.

    Le agevolazioni

    Non deve versare la quota di partecipazione:

    Chi ad inizio corso si iscrive al WWF per la prima volta (30€) ;

    Chi è già Socio e rinnova con la domiciliazione ;

    Chi è già Socio con la domiciliazione ;

    Chi rinnova essendosi iscritto lo scorso anno tramite il WWF Litorale Laziale ;

    Il contributo è destinato all’autofinanziamento dell’associazione WWF Litorale Laziale, gruppo attivo del Litorale Romano.

    Il corso sarà effettuato con un minimo di 10 partecipanti.

    Linda dal Costa Rica

    Mi chiamo Linda e amo i viaggi e la natura.

    In ogni mio viaggio cerco sempre di immergermi completamente nella cultura del paese in cui mi trovo in maniera ecologica. Per fare questo, ho capito nel tempo, che il miglior modo è essere una backpacker!
    In altre parole, vivere con l’essenziale in uno zaino da trekking e muoversi per il paese in maniera low cost ed eco friendly, cercando di vivere il più possibile come una persona del posto, e, allo stesso tempo,  in modo eco sostenibile.

    Al momento mi trovo in Costa Rica, e dopo varie tappe per il paese tramite Workaway, ho deciso di partecipare ad un programma di salvaguardia  delle tartarughe marine con un’organizzazione di nome COPROT, situata a Carate, città nella penisola di Osa.

    Questa organizzazione si occupa principalmente di tracciare il comportamento delle tartarughe durante la nidificazione e successivamente lo schiudersi delle uova. Le tartarughe che vengono esaminate sono due: la Chelonia mydas e la Lepidochelys olivacea, entrambe appartenenti alla famiglia delle Cheloniidae.

    Entrambe le specie sono in pericolo di estinzione, ma grazie a questo programma e a tanti altri sparsi per il centro America, la situazione sta migliorando.

    Come volontaria, in questa organizzazione, ho avuto l’occasione di osservare il comportamento di entrambe le specie di tartarughe durante la nidificazione, analizzare la profondità dei loro nidi e tracciare la loro distanza dalla vegetazione, in modo da poter avere un’idea generale sul comportamento di queste specie. Molte volte è stato necessario ricollocare i nidi in altre zone, per poter salvaguardare al meglio le uova, quando le tartarughe avevano nidificato in zone a rischio.

    Come si è potuto osservare di giorno e di notte, la Chelonia Mydas tende a deporre le uova in un territorio in cui la vegetazione è più ricca e dunque più lontano dal mare.

    La Lepidochelys olivacea è invece più rapida a nidificare il che dona a questa specie un maggiore vantaggio nel mantenimento della specie.

    L’associazione COPROT ha non solo un forte impegno per la conservazione delle tartarughe ma anche grande attenzione per le persone. Infatti offre lavoro a persone del posto che in passato si occupavano di setacciare, in modo illegale, l’oro nei fiumi, lavoro che comporta molto spesso l’utilizzo di materiali tossici. Tramite l’intervento di COPROT, quest’attività é difatti andata sempre di più a diminuire: oggi il problema sussiste ma in misura ridotta. La loro presenza nel territorio tiene sotto controllo coloro che saccheggiano le uova, usanza purtroppo ancora diffusa in molte zone del Costa Rica.

    Nella sede di COPROT si cerca inoltre di poter essere il più autosufficienti possibile, mettendo in atto progetti di riciclaggio e di permacultura.

    Aver potuto vivere in questo ambiente naturale ed aver potuto fare la mia parte in questo progetto mi ha permesso di comprendere tante cose e quindi di crescere molto.

    Progetti di questo tipo sono occasione di grande arricchimento poichè l’amore per la natura e per la vita degli animali, dell’ambiente e delle persone sono al centro.

    Oasi del Cladium mariscus

    Tutela dell’area naturale tra Via Mar Rosso e via Mar di Bering, Ostia

    Il territorio della città di Ostia, all’inizio del 1900, era caratterizzato da un alternarsi di aree di macchia e di palude. Se le aree di macchia in parte resistono (Tenuta di Procoio), le aree paludose sono state quasi interamente prosciugate nel corso delle bonifiche. Tutttavia un piccolo frammento, estremamente interessante di queste paludi persiste o meglio persisteva tra via mar Rosso e via mare di Bering, indicato nella mappa allegata.

    Quest’area che può sembrare un territorio incolto e abbandonato in realtà è appunto il residuo dell’antica palude con una flora e una vegetazione estremamente pregevole. Gran parte dell’area è occupata da canneti a Arundo e frammenti di bosco di Salice, ma è presente anche l’habitat prioritario 7210*paludi a Cladium mariscus. Gli habitat prioritari sono habitat individuati dalla legge europea Natura2000 come meritevoli di particolare attenzione dal punto di vista della conservazione; quando sono estesi e importanti comportano che l’area dove insistono sia dichiarata Sito di Interesse Comunitario e sottoposto a particolare protezione, ma sono protetti anche quando hanno carattere puntiforme; Cladium mariscus è una pianta poco appariscente ma le sue formazioni sono appunto protette e la loro distruzione è assolutamente vietata.

    Del resto anche i canneti ad Arundo donax e i mantelli a Rubus ulmifolius (rovo comune o mora) svolgono un’importante funzione ecosistemica, in quanto preparano lo sviluppo di nuova vegetazione naturale, accogliendo e proteggendo le plantule degli alberi al di sotto dei propri rami e svolgono un’azione di “buffer” a vegetazione di maggiore qualità

    Accanto all’habitat, la zona ospitava una serie di specie di particolare pregio tra cui Lotus maritimus e Dorycnium rectum, ma soprattutto la rara orchidea Paluster epipactis apalustris, particolarmente rara soprattutto nelle aree di pianura (mentre è più comune in montagna).

    Purtroppo l’area della palude di via mar Rosso, già minacciata in passato, è stata sottoposta un blitz il giorno 1 ottobre 2020. Tutta la vegetazione erbacea è stata tagliata e sono rimaste solamente le specie arboree. Per fortuna non è stato alterato il suolo torboso necessario per la sopravvivenza della pregevole flora e vegetazione palustre e quindi si potrebbe pensare a un intervento di ripristino.

    Tuttavia è ancora possibile recuperare l’habitat in quanto non è stato modificato il profilo del terreno con arature o apporti di terra di riporto. Le piante più pregevoli dell’area e in particolare Cladium mariscus sono rizomatose e possono facilmente rispuntare qualora vengano lasciate al loro naturale sviluppo. Anzi  è addirittura possibile che la ridotta competizione favorisca queste specie.

    L’importante è che nella gestione dell’area siano rispettati prima di tutto criteri naturalistici richiesti dalla Direttiva europea Natura2000 e in seconda istanza criteri estetico-ricreativi. Per questo il WWF richiede che venga prodotto un provvedimento di tutela dell’area. Sarebbe ottimale che divenisse una piccola Oasi naturalistica, monumento naturale come previsto nella Legge Regionale n. 29 del 1997 oppure richiedere come Municipio di includere l’area nella adiacente Riserva Naturale Statale Litorale Romano, con i relativi vincoli di tutela.

    A novembre 2020 abbiamo inviato la segnalazione al X Municipio

    Il 29 marzo abbiamo presentato una proposta di tutela dell’area.

    Galleria fotografica: https://photos.app.goo.gl/6N7k474TRUvbMQ5m9

    Earth Hour 2021 -27 marzo

    Il gesto simbolico di spegnere le luci dalle 20.30 alle 21.30, l’ultimo sabato del mese di marzo, per l’Ora della Terra ha un profondo significato.

    Il cambiamento nasce da ciascuno di noi e inizia e da attenzione e coerenza nelle nostre azioni quotidiane.

    C’è una domanda che è alla base del cambiamento: “Il mio gesto è in linea con la salvaguardia della natura? Contrasta oppure contribuisce alla crisi climatica?”

    Aspettando EARTH HOUR, il 27 marzo, abbiamo pensato di condividere ogni giorno con voi riflessioni e buone pratiche per aiutare in questo cambiamento. Ogni giorno sul sito e sui nostri canali social condivideremo gesti quotidiani che a nostro avviso potrebbero fare la differenza se moltiplicati per milioni e poi miliardi di persone.

    Quest’anno, 2021, è cruciale per affrontare la crisi climatica con la ventiseiesima Conferenza delle Parti (COP) sul Clima, dove si incontreranno tutti gli stati che hanno aderito alla Convenzione Quadro sul Cambiamenti climatico e all’Accordo di Parigi. Le conclusioni di una serie di incontri preparatori si svolgerà in novembre a Glasgow, nel Regno Unito. Le prime fasi si svolgeranno proprio in Italia (a Milano) con lo Youth Event e la Pre-COP previste da fine settembre a inizio ottobre.
    L’Italia presiede il G20: l’incontro dei leader a fine ottobre a Roma per arrivare a decisioni coraggiose da parte della COP di Glasgow.

    Mariagrazia Midulla, responsabile Clima e Energia di WWF Italia, dichiara: “È bene che esigiamo che i responsabili dei Governi facciano il loro lavoro, ma è fondamentale anche che ognuno di noi cominci a cambiare le proprie scelte e a eliminare i combustibili fossili dalla propria vita quotidiana, perché questo sarà decisivo per determinare i grandi cambiamenti ormai improrogabili, tuttora rallentati da visioni e interessi miopi. Ci auguriamo anche che ognuno faccia del suo meglio per coinvolgere gli altri e far sentire la propria voce per salvare il Pianeta e garantire per un futuro sostenibile a noi e alle altre specie”.

    Oasi della duna di Ostia

    L’area è a forma di quadrilatero esteso poco meno di un ettaro, compreso tra via dei Sandolini, Via della Stazione di Castel Fusano, Via dell’Aquilone e Viale Mediterraneo come da cartina allegata.

    In questa zona come per miracolo si possono trovare quasi tutte le specie vegetali caratteristiche della Duna costiera: Camomilla, Giglio di mare, Ravastello, Eringio delle sabbie, Sparto delle dune, Erba medica marina, Echinofora e perfino l’ammofila, la regina della duna.

    Oltre ad una ricca presenza delle specie caratteristiche della macchia mediterranea come ginepro, fillirea, lentisco, leccio, elicriso.

    Questo lembo di territorio quindi rappresenta un prezioso scrigno di biodiversità ed è testimone della vegetazione che solo 100 anni fa caratterizzava tutto il litorale di Roma. Oggi possiamo ammirare questo tipo ambiente a Castelporziano e a Capocotta. Inoltre la valorizzazione di questa piccola duna residua avrebbe un’elevata valenza didattica.

    Per i motivi esposti il WWF Litorale Laziale, in collaborazione con l’associazione Cyberia idee in rete, interessati alla gestione dell’area, ne richiedono la messa a bando. 

    Questa la richiesta inviata ad aprile 2020 e poi rinnovata ad ottobre dello stesso anno.

    Corso di riconoscimento delle piante della macchia mediterranea 21, 28 novembre, 12 dicembre

    Concluso il corso.

    Sabato 21 e sabato 28 novembre, domenica 12 dicembre, si è concluso il corso in un periodo in cui la macchia mediterranea è ricca di frutti autunnali, I tre appuntamenti del corso, erano stati in precedenza programmati in marzo e aprile e poi annullati per il lockdown.

    Rispettando le norme di distanziamento, muniti mascherina, il piccolo gruppo ha imparato a riconoscere le piante caratteristiche della macchia mediterranea a Castel Fusano.