Urban Nature 4 ottobre

Appuntamento alle 11.00 al Largo delle Marianne, Ostia. Davanti alla Scuola Primaria, a meno di 500 metri dalla Stazione Lido Nord, quindi è possibile arrivare anche con il treno Roma Lido.

Organizzeremo un’esplorazione guidata dal prof. Giuliano Fanelli, ecologo vegetale, per conoscere meglio le specie della macchia mediterranea e il territorio in generale.

Quest’anno l’evento nazionale https://www.wwf.it/urban_nature.cfm che da valore alla natura nelle nostre città si svolgerà ad Ostia nella Pineta Acqua Rossa. L’area si affaccia su via delle Azzorre da via delle Baleniere ed arriva fino a Cineland, ex Meccanica Romana. Questo territorio fa parte della Riserva Naturale Statale Litorale Romano.

Perchè la scelta della Pineta Acqua Rossa?
E’ un’area molto poco frequentata seppure a ridosso del centro abitato nella zona più densamente popolata di Ostia e forse dell’intero litorale nel Lazio. Purtroppo non gode di una buona fama in quanto alcuni anni fa sorgevano alcune baraccopoli.

Nella Pineta Acqua Rossa troviamo una natura veramente straordinaria ed inaspettata: d’inverno un prato di narcisi lungo le sponde dei due canali che l’attraversano, in primavera una distesa di orchidee.  Si può ascoltare il tamburellare del picchio e si possono scorgere in primavera le upupe in volo.
Il paesaggio all’intorno seppure in pianura è di grande suggestione: dalla zona prativa si vede molto distintamente una parte degli scavi di Ostia Antica,  la Torre Boacciana e gli alberi delle barche a vela ormeggiate lungo il corso del Tevere. Infatti l’area  si estende fino a ridosso dell’argine.

Poi ci troviamo accanto al complesso di archeologia industriale dove è collocato Cineland.

Nei prossimi mesi ci siamo dati come obiettivo quello di mappare i diversi sentieri, indicando i vari ingressi, valorizzando i possibili collegamenti ciclo pedonali all’interno con l’abitato circostante.

Oggi si assiste ad un grande rilancio dell’uso della bicicletta e si da grande valore alla semplice attività di passeggiare. La nostra Pineta è IDEALE  e PREZIOSISSIMA proprio perchè si trova accanto alle abitazioni di moltissimi cittadini.

Per le norme anti Covid abbiamo bisogno della prenotazione via mail a litoralelaziale@wwf.it, oppure via whatapp al 347 8238652.

Anche ad Ostia una corsia ciclabile su tutto il lungomare, l’aspettavamo da 33 anni!

Il WWF Litorale laziale, che 33 anni fa aveva proposto la realizzazione di una pista ciclabile sul lungomare, è felice per la piccola rivoluzione in corso di realizzazione sul lungomare di Ostia e saluta la nuova pista: “Benvenuta ciclabile del lungomare di Ostia, ti stavamo aspettando da 33 anni!”. Si poteva fare di meglio, certamente, potrà essere migliorata, senz’altro… Ma quella realizzata tanto male non è!”
Ci auguriamo che sia solo un inizio e nell’immediato speriamo che venga prolungata fino a tutto il lungomare Vespucci.

La nuova pista ciclabile del lungomare di Ostia (che sarebbe più preciso chiamare corsia ciclabile) è stata realizzata grazie ai decreti Covid per favorire la mobilità alternativa visto che gli assembramenti nei mezzi pubblici devono essere evitati. Tali decreti hanno semplificato le procedure per la realizzazione di percorsi ciclabili temporanei, senza di questi probabilmente non avremmo visto nessuna nuova pista ad Ostia.

Per Ostia è una piccola rivoluzione, altrimenti impensabile vista la mancanza di determinazione delle amministrazioni che si sono succedute, la scarsa chiarezza dei rapporti tra Municipi e Roma Capitale, l’opposizione delle lobby, i tempi lunghi che richiedono la progettazione e la realizzazione di opere di più ampio respiro, come la riprogettazione dell’intero lungomare che tutti auspichiamo.

Nel 1987, 33 anni fa il WWF chiedeva all’Amm. Comunale la realizzazione di una pista ciclabile sul lungomare. Riportiamo una frase valida ancora oggi: “… potrebbero essere migliaia (i ciclisti), con innegabili benefici per la circolazione, la sicurezza stradale, l’ambiente e il turismo se solo l’uso del velocipede venisse incoraggiato e non ostacolato in tutti i modi come di fatto oggi accade.”  Qui allegata l’intera proposta del 1987 scritta con una vecchia Olivetti Lettera 32 (come era complicato e lungo allora preparare lettere e comunicati stampa…). Bici WWF Proposta1987

In questi anni nel frattempo moltissimi centri urbani con affaccio sul mare si sono dotati di una ciclabile costiera: Rimini, Riccione, Viareggio, Forte dei Marmi, Marina di Massa e, nel Lazio, Terracina e Fiumicino, tra le località più rinomate.

“E’ una rivoluzione, è un inizio che in questi giorni si sta sperimentando. È lì a portata di tutti, pedoni, ciclisti, disabili in carrozzina, persone in monopattino o skate … E anche se si poteva fare di meglio ha anche reso più gradevole passeggiare sul marciapiede, creando un maggiore distanziamento dal flusso automobilistico, rendendo più sicuro l’attraversamento pedonale, rallentando e diminuendo il flusso delle automobili. Un inizio per fare capire che la mobilità dolce è possibile anche da noi e che i cittadini non aspettano altro.  È un inizio che ci fa sperare… “

“Ci aspettiamo molto altro, come una ristrutturazione del lungomare con l’eliminazione del lungomuro e un deciso allargamento degli spazi riservati ai pedoni e ai ciclisti, sfruttando la sezione dell’intera attuale carreggiata lato mare e dirottando il flusso di auto su Via delle Quinqueremi e via dell’Aquilone, da congiungere con un nuovo ponte sul canale dei Pescatori; il prolungamento ciclo pedonale fino a Torvaianica; la realizzazione di una vera e propria rete ciclabile con altri percorsi al servizio dei cittadini per connettere i centri abitati, per collegare Ostia con Ostia Antica, e Castel Fusano con Acilia, e anche per raggiungere Cineland.”

Intanto, conclude il WWF, usiamo la bici e percorriamo la ciclabile, come già stanno facendo migliaia di cittadini, tra cui famiglie con bambini e tanti ragazzi. Si poteva fare di meglio, certamente, potrà essere migliorata, senz’altro… Ma quella realizzata tanto male non è!

Sono state innumerevoli le iniziative del WWF Litorale romano, dal 1984, per promuovere l’utilizzo della bicicletta, ricordiamo in particolare:

 

– Oltre 10 edizioni di IN BICI E’ MEGLIO, passeggiate-manifestazioni attraverso Ostia e la pineta di Castel Fusano per sostenere l’uso della bicicletta, con centinaia di partecipanti.

– Un Piano di fattibilità per una rete ciclabile ad Ostia, curata dagli architetti Merli e Palminteri, presentata al Comune e alla Regione una prima volta nel 1989 e successivamente ampliata e ripresentata nel 1993.

– Numerose sollecitazioni per consentire il trasporto della bici sulla metro Roma-Lido di Ostia, finalmente attuato da maggio 1997, la domenica e i giorni festivi.

– Una Proposta progettuale per una rete ciclabile nel Comune di Fiumicino, i cui aspetti tecnici sono stati curati dallo studio di architettura Amati, presentata a settembre del 1997.

 

Cinghiali ad Ostia, come convivere

Nei giorni corsi è stata avvistata una famigliola di quattro cinghiali nella zona circostante limitrofa all’ospedale Grassi ad Ostia, e qualcuno aveva espresso sconcerto.

Dice M. Gabriella Villani, presidente del WWF Litorale Laziale: “I cittadini del X Municipio hanno la grandissima fortuna e il privilegio di abitare in un territorio circondato da tre grandi aree naturali che sono la Riserva del Litorale romano di oltre 15.000 ettari, la Riserva di Castel Porziano di 6.000 ettari,  e il Parco regionale di Decima Malafede di 6.000 ettari. E’ quindi assolutamente normale, inevitabile e bello che cinghiali,  volpi, tassi, istrici, ricci e numerose specie di uccelli possano essere avvistati ai margini delle zone abitate. Questa presenza non può che farci piacere. Questi simpatici e timidissimi animali si sono affacciati sulla strada nei pressi del centro abitato poiché sono diventati confidenti, ricordiamo che per tre mesi il traffico è stato quasi azzerato a causa del lockdown. Ma con la ripresa del traffico anche il loro comportamento dovrebbe mutare. “

Ma i cinghiali potrebbero costituire un pericolo?

Dice ancora M.Gabriella Villani: “Innanzi tutto la presenza di questi quattro cinghiali dovrebbe essere accertata, perchè è molto probabile che se ne tornino spontaneamente da dove sono venuti.” Ma intanto che cosa possiamo fare? : “A livello europeo per sostenere la mobilità dolce,  nei centri abitati stabilire il limite di velocità a 30 km orari rappresenta un’ottima soluzione che risponderebbe ad esigenze diverse. Oltre a prevenire il pericolo di collisione con la fauna selvatica, si tutela chi va in bicicletta e anche chi va a piedi. Oggi su diverse strade è già presente il cartello segnaletico di attenzione, velocità limitata a 30 km/h per strada dissestata… Si potrebbe fare lo stesso per mettere in guardia dal rischio di una possibile collisione. Questo avrebbe anche una “nobile” motivazione: per la migliore qualità della vita nell’ambiente cittadino, per uomini e animali.”

Focene Mare Nostrum dal 16 giugno sono ripresi i lavori di sistemazione

Anche quest’anno siamo intervenuti nell’ambito del progetto per la protezione delle dune di Focene zona Mare Nostrum, (Deliberazione di giunta Comunale n. 126 del 19 settembre 2012, su capitolo di bilancio 15167 ).  L’impegno per il ripristino delle opere si estende fino ad aprile 2021.

Nei giorni 16, 23, 30 giugno e 25 luglio si è proceduto alla sistemazione delle recinzione e della passerella danneggiate principalmente a seguito delle forti mareggiate invernali.

La passerella sarà a breve completamente tinteggiata con l’impregnante ad acqua.

I pali mancanti sono stati ricollocati in numero di 87, è stata sistemata la corda per una lunghezza di oltre 130 metri.

Stiamo per richiedere l’autorizzazione per una giornata di pulizia delle aree dunali.

Riserva: rinasce la speranza per il litorale di Palidoro

Italia Nostra Lazio e Wwf Litorale laziale salutano l’avviato recupero della Torre Perla di Palidoro come un importante segnale di attenzione alle eccellenze della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano. Altrettanto emblematicamente importanti – per le nostre associazioni – le operazioni di demolizione di una serie di edifici fatiscenti nell’area dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in riva al mare, vicino alla Torre, in zona di esondazione.

Dopo anni di richieste e di sollecitazioni, motivate dalla forte preoccupazione per le condizioni di degrado dell’area, speriamo che finalmente il litorale di Palidoro, fra Passoscuro a Marina di San Nicola, uno dei tratti di maggior pregio della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, possa essere salvaguardato e gestito nel pieno rispetto delle sue valenze ambientali e culturali, come previsto dal Piano di Gestione.

LA TORRE: La Regione Lazio, proprietaria della Torre Perla, nell’ottobre 2019 ha affidato il monumento alla gestione dell’Arma dei Carabinieri, che vi realizzerà un Museo dedicato a Salvo d’Acquisto. Il luogo infatti, oltre ad essere uno degli elementi qualificanti del sistema di difesa costiero tra Medioevo e Rinascimento, fu teatro del sacrificio del vice brigadiere dei Carabinieri immolatosi per salvare 22 persone condannate a morte dai tedeschi per rappresaglia, il 23 settembre 1943.  L’Ente Gestore della Riserva ha autorizzato il restauro e lo smantellamento dei manufatti abusivi presenti da anni, compresa una vasca idromassaggio (!). I lavori di ripulitura e ripristino della recinzione sono già stati avviati a fine maggio dalla Regione Lazio, che finanzierà anche il restauro vero e proprio. Interessata a salvare la Torre di Palidoro dal degrado a cui era stata a lungo sottoposta, nel 2017 Italia Nostra aveva espresso il proprio apprezzamento per il progetto dell’Arma dei Carabinieri, che continuerà a seguire. E proprio il 3 maggio scorso, poco prima che partissero i lavori, l’aveva inclusa nella “Lista Rossa di Italia Nostra dei monumenti in pericolo”. Torre Perla, con le stesse motivazioni, è stata segnalata come “Luogo del Cuore” del FAI.

LE DEMOLIZIONI: una decina di giorni fa sono cominciati i lavori di demolizione di un gruppo di “casette” fatiscenti situate all’interno dell’area di competenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Palidoro, in area di esondazione. La demolizione dei manufatti è prescritta dalla Conferenza dei Servizi del 6 marzo 2019. Prevista anche la rimozione di numerosi scheletri e tettoie che si trovano sulle dune a 100 metri dalla linea di costa, l’edificio pericolante denominato “la Vela”, la struttura del depuratore in disuso, che ormai da decenni deturpano il litorale.

Il nostro auspicio è che dalla coesione delle forze in campo (Riserva del Litorale, Regione Lazio, Arma dei Carabinieri, Comune di Fiumicino, nonché le Associazioni e la società civile) nasca un’opera di riqualificazione di tutta l’area circostante la Torre di Palidoro. Torre Perla dovrà diventare un punto di riferimento della Riserva, un luogo che racconti le valenze ambientali (le Dune, le aree umide, la vegetazione, l’avifauna) e culturali (il monumento, la storia di Salvo d’Acquisto, la sottostante villa marittima romana), come indicato dal Piano di Gestione. E dovrà essere inserita in percorsi di mobilità dolce che recuperino i vecchi tracciati storici. Torniamo a chiedere che si completi l’opera di demolizione di tutti gli edifici irregolari e degradati, dentro e fuori gli spazi della Torre e dell’Ospedale, e che il processo di riorganizzazione delle strutture del Bambino Gesù proceda nel segno della responsabilità nei confronti dell’ambiente, sentimento affermato con forza da Papa Francesco nell’enciclica “Laudato sì”.

Italia Nostra Lazio

Wwf Litorale Laziale

19 giugno 2020

Volontari WWF per l’ANTINCENDIO, estate 2020

Il WWF Litorale Laziale, gruppo Litorale Romano dal 2017 organizza da maggio a settembre turni di vigilanza antincendio nella pineta di Castel Fusano e dal 2019 abbiamo iniziato anche nella pineta Acqua Rossa.

 

L’attività si svolge a piedi o in bicicletta, con due o tre persone per ogni turno. In genere si richiede ai volontari la disponibilità per un turno di due/tre ore la settimana.

Alcuni volontari hanno preso parte a corsi sulla conoscenza dell’ambiente della macchia mediterranea, come corsi propedeutici antincendio.

In cosa consiste l’attività di vigilanza antincendio? Si percorre la pineta lungo sentieri non asfaltati guardando intorno se si notano situazioni anomale che vanno segnalate al coordinatore.

Coloro che desiderano collaborare ma non hanno mai svolto quest’attività nelle prime settimane saranno affiancati da volontari esperti, che conoscono bene la pineta.

Possono prendere parte anche ragazzi minorenni solo se accompagnati da un adulto.

La disponibilità viene comunicata al coordinatore che organizza i diversi turni. Il coordinatore è in contatto con le forze di polizia.

Si rimane in contatto attraverso Whatsapp e un gruppo Facebook.

Poiché in questa primavera le piogge sono state molto scarse, le nostre pinete sono particolarmente secche e quindi ad elevato rischio di incendio. Per questo l’attività di vigilanza risulta ancora più preziosa. Quindi nel caso non potete offrire una disponibilità settimanale, va bene anche saltuaria.  Aspettiamo le vostre adesioni!!!

Per offrire la propria disponibilità contattateci al 347 8238652 ( Gabriella ) oppure al 348 0392984 (Diana) o tramite facebook.

Nuovo Ponte della Scafa: grave rischio ambientale, paesaggistico e culturale

ImmagineIl 31 marzo scorso il parco archeologico di Ostia Antica è diventato  patrimonio europeo‘.

La Commissione Europea ha attribuito al Parco Archeologico di Ostia Antica il prestigioso titolo di “Marchio del Patrimonio Europeo“.

Il Parco archeologico di Ostia Antica è inserito nella Riserva naturale Statale Litorale Romano, istituita nel 1996.

Eppure da molti anni è in essere il progetto del nuovo ponte della Scafa, che sconvolgerebbe totalmente il territorio. I piloni sfiorano i 19 metri di altezza – un palazzo di 6 piani – l’impatto ambientale e l’impatto paesaggistico è insostenibile. Una buona parte delle opere ricadono nella Riserva del Litorale Romano e sfiorano il parco Archeologico, che, ricordiamo, sarebbe candidato a Patrimonio Unesco.

Ecco alcuni dati tecnici significativi del Nuovo Ponte della Scafa:

  • l’opera di scavalco del fiume è posta a quota + 18.82  l.m.,  a campata unica lunga circa ml.285;
  • due viadotti, entrambi lunghi circa ml. 230, a quattro carreggiate e ad altezza variabile, per collegare la viabilità esistente (a quota 95 circa) con il nuovo ponte posto  a quota +18.82 m.;
  • lunghi nastri stradali a quattro corsie che si dipartono dalla Via dei Romagnoli per raggiungere i viadotti e quindi il nuovo ponte;
  • i due grandi viadotti sono sostenuti da 12  file abbinate di possenti pile in cemento armato  di dimensioni enormi (larghezza ml. 2,00, lunghezza ml.7,30 e con altezza variabile da ml. 5,10 a ml. 13.00 circa), con quattro carreggiate, per una larghezza complessiva di circa ml.23,50.

Per questo il WWF Litorale Laziale, unitamente a Italia Nostra Litorale Romano, al Gruppo di Intervento Giuridico Onlus,  all’Ass. Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio, al Comitato per la Bellezza e all’Associazione Amici del Lungomare di Ostia che ha fornito il supporto tecnico, ha presentato a marzo al Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e  Paesaggio di Roma, Dr.ssa Daniela Porro, una segnalazione di grave rischio ambientale, paesistico e culturale.

Scopriamo le piante della macchia mediterranea e il loro habitat

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Lo splendore della macchia mediterranea primaria

Erica, corbezzolo, alaterno, elicriso, lentisco, cisto, … Chi sa riconoscerli? Eppure sono alcune delle piante più note della macchia mediterranea, il cui habitat è poco conosciuto, nonostante sia comune sul litorale romano. Le piante della macchia mediterranea hanno adattamenti particolari per sopravvivere in un ambiente arido per diversi mesi all’anno.Alessia Vespa, uno dei tre docenti

Con un corso di base, articolato in quattro incontri di tre ore e mezza l’uno, il WWF Litorale Laziale intende fornire un approfondimento sull’ecosistema  della macchia mediterranea con particolare attenzione al riconoscimento delle straordinarie specie vegetali, arbustive e arboree, che lo caratterizzano.

Quali sono le caratteristiche delle specie della macchia?

 

Giunto ormai alla sua sesta edizione, questo corso è adatto sia a chi ha già delle competenze naturalistiche sia a chi non ne sa nulla e vuole imparare. 

Per tutti i docenti di ogni ordine e grado il corso è riconosciuto come attività di aggiornamento.

Il corso è programmato per i giorni di sabato  29 febbraio14  e 21 marzo, 4 aprile.

La partecipazione è limitata a 25 persone:  è necessario iscriversi per tempo, telefonando o inviando un sms o un whatsapp al 347 8238652 oppure tramite posta elettronica.


PROGRAMMA DEL CORSO:
Scopriamo le piante della macchia mediterranea e il loro habitat

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Lo splendore della macchia mediterranea primaria

Il corso sarà tenuto da:

  • Prof.ssa M. Gabriella Villani
  • Dr. Fabio Converio.

29 febbraio – sabato. Appuntamento ore 15.00
Incontro presso la sede del CEA, in via del Martin pescatore, Castel Fusano (nei pressi del ristorante la Casina del Bosco). Durata: 3,5 ore.
Contenuti:

  • Introduzione sulla macchia mediterranea
  • Gli adattamenti delle piante al clima
  • Laboratorio pratico: come si realizza un erbario
  • Indicazioni sull’utilizzo dei materiali forniti.
  • Breve uscita

14 Marzo – sabato. Appuntamento ore 15.00
Presso stazione Castel Fusano. Durata: 3,5 ore.
Contenuti:

  • Visita guidata, con riconoscimento delle diverse specie della macchia
  • Laboratorio sul campo.

21 Marzo – sabato. Appuntamento ore 15.00
Presso stazione Cristoforo Colombo. Durata 3,5 ore circa.
Contenuti:

  • Visita guidata, con riconoscimento delle specie
  • Laboratorio sul campo.

4 Aprile – sabato. Appuntamento ore 15.00
Incontro presso la sede del CEA: durata: 3,5 ore.
Contenuti:

  • Osservazioni e riflessioni sulle attività svolte durante il corso
  • Riepilogo dei principali concetti
  • Erbari in mostra per la verifica dei contenuti appresi
  • Consegna degli attestati.
Lezione sul campo, uso delle chiavi dicotomiche

Lezione sul campo

Cosa riceveranno i partecipanti:

  • tre pubblicazioni a colori: sulla Riserva del Litorale Romano, sulle specie della duna e della macchia, sugli insetti del litorale
  • ulteriori approfondimenti in formato elettronico inviati via posta elettronica
  • Un attestato di partecipazione a chi avrà preso parte a tutti gli incontri.

 

CONTRIBUTO DI PARTECIPAZIONE

  • Chi si iscrive o rinnova iscrizione al WWF (30€) non deve versare nient’altro.
  • 25 € da versarsi ad inizio corso.

Il contributo è destinato all’autofinanziamento dell’associazione WWF Litorale Laziale, gruppo attivo del Litorale Romano.

Il corso sarà effettuato con un minimo di 10 partecipanti.

Il corso è organizzato con la collaborazione del CEA – Centro di educazione ambientale della Riserva Litorale Romano.

WWF Italia è Ente riconosciuto e accreditato presso il MIUR per la formazione dei docenti.  A tutti i docenti partecipanti sarà inviato un attestato valido come attività di formazione in servizio.

COME ISCRIVERSI AL CORSO

E’ necessario iscriversi per tempo,  tramite il semplice modulo online, qui sotto.


MODULO PER ISCRIVERSI AL CORSO


Sabato 15 febbraio L’evoluzione del Delta del Tevere

Sabato 15 febbraio, ore 17.00

Lega Navale di Ostia, Lungomare Caio Duilio 36

Terzo appuntamento:

L’evoluzione del Delta del Tevere.
Prof. Piero Bellotti, già docente di Geologia,  presso l’Università La Sapienza, esperto di litorali.

L’evoluzione del Delta del Tevere. Come era ieri e come si presenta oggi la nostra costa, per capire domani quale sarà la sua evoluzione, anche alla luce dei cambiamenti climatici in atto.

Il paesaggio del Delta è caratterizzato dalle spiagge che dovrebbero essere ampie distese di sabbie fini, delimitate verso terra da un ben definito cordone dunale.
Il fattore determinante per l’evoluzione deltizia è la quantità dei sedimenti che annualmente il fiume è in grado di trasportare,  ossia il trasporto solido.
La costa ha poi subito a causa dell’urbanizzazione una sistematica distruzione dei cordoni dunali più vicini alla spiaggia.

Dal 1935 le costruzioni di grandi bacini idroelettrici hanno alterato notevolmente la capacità del fiume di rifornire il suo delta, le spiagge adiacenti alla foce. La progressiva diminuzione dell’apporto di sedimenti ha determinato la fase di erosione del Litorale deltizio che, iniziata negli anni Cinquanta, si è amplificata ed estesa.

Oggi assistiamo a fenomeni meteo marini sempre più intensi per effetto dei cambiamenti climatici, le mareggiate negli ultimi anni sono sempre più aggressive, causando danni notevoli alla costa.

 

 

Sabato 8 febbraio, Gli oceani e i cambiamenti climatici.

Sabato 8 febbraio, ore 17.00

Lega Navale di Ostia, Lungomare Caio Duilio 36

Secondo appuntamento:

 

Gli oceani e i cambiamenti climatici.
Ing. Domenico Gaudioso, esperto ISPRA di cambiamenti climatici, già dirigente ISPRA, membro del Comitato scientifico del WWF Italia.

Gli oceani giocano un ruolo fondamentale nella mitigazione dei cambiamenti climatici, assorbendo ingenti quantità di energia termica e circa il 22% dell’anidride carbonica emessa ogni anno dalle attività umane. Purtroppo l’assorbimento della CO2 sta portando ad una progressiva acidificazione degli oceani, il che rappresenta una seria minaccia per la biodiversità marina, in particolare per le barriere coralline e per i molluschi con gusci di natura calcarea. La relazione prenderà in esame questo e altri impatti dei cambiamenti climatici sugli oceani. In particolare, si analizzerà quali siano i limiti massimi ammissibili dei cambiamenti climatici al fine di evitare cambiamenti  di natura catastrofica e irreversibile, come uno sconvolgimento della circolazione oceanica, che potrebbe provocare drastici mutamenti delle condizioni climatiche nelle diverse aree del globo.

-INGRESSO LIBERO-