Sabato 12 maggio terra e cielo

Sabato 12 maggio dalle ore 18.00 alle ore 23.00 sulle dune di Castelporziano III Cancello

Maria Gabriella Villani insieme a Simone Ceccobelli nell’ambito del programma EUREKA 2018, promosso da Roma Capitale, illustrerà la ricchezza di uno dei tratti più suggestivi ed importanti del Litorale Romano: le Dune di Castelporziano.
La visita è a cura del WWF Litorale Laziale e del CEA, Centro di Educazione Ambientale 

A seguire dalle ore 20.30 circa è prevista un’osservazione del cielo a cura dell’Associazione Astronomi del Pellegrino, con il Dott. Stefano Faraoni.

Le dune sono rilievi sabbiosi che si sviluppano parallelamente alla linea di costa e vengono stabilizzate dalla vegetazione.

In maggio le dune sono ricoperte di fioriture. Troviamo la camomilla di mare che forma splendidi cuscini bianchi, i fiorellini gialli dell’ononide e della medicago marina, il convolvolo con i sui delicati fiori bianco rosacei a campanella, i fiori bianchi della pastinaca di mare, quelli violacei dell’eringio delle sabbia, le foglie di un verde intenso del giglio del mare e le spighe dell’ammofila che ondeggiano al vento.

La sabbia arriva dal bacino idrografico del fiume Tevere, e di altri corsi d’acqua minori, alla foce viene trasportata dalle correnti marine che si muovono parallele alla costa. Si formano i cordoni litoranei, dapprima sommersi, poi emersi. Anche il vento interviene nel trasporto della sabbia che viene infine stabilizzata dalla vegetazione.
I rilievi sabbiosi costituiscono una formidabile difesa contro l’erosione del litorale.

Materiale spiaggiato che serve per piante ed animali della dunaSono pochissime le specie vegetali capaci di resistere alle condizioni ambientali estreme dell’ambiente di costa, circa una ventina, resistenti alle alte temperature estive, alla siccità, ai forti venti salmastri, al suolo povero di elementi nutritivi.

Oggi gran parte delle dune è stata spianata per far posto a stabilimenti, strade, case che spesso si trovano di conseguenza minacciati dall’erosione.
E’ necessario salvaguardare l’inestimabile patrimonio ambientale presente a Castelporziano e Capocotta che per questo sono Siti di Interesse Comunitario e Zone di Protezione Speciale, tutelate dalle direttive Europee per la salvaguardia degli habitat e degli uccelli. Inoltre una parte di Casteporziano e tutto il Litorale di Capocotta  fanno parte della Riserva Naturale Statale Litorale Romano.

Dalle ore 20.30 in poi e compatibilmente con le condizioni meteo, sarà possibile osservare pianeti e altri oggetti di cielo profondo. Con un pizzico di fortuna, anche qualche stella cadente dello sciame delle Eta Aquaridi.

Con l’ausilio di potenti telescopi e delle più moderne tecnologie è possibile assistere in luoghi bui a spiegazioni sulla volta stellata e accenni di astrofisica.

Vengono utilizzati raggi laser per puntare gli oggetti in cielo e tramite gli strumenti ottici si rendono visibili in tutto il loro splendore la Luna, i pianeti e gli altri oggetti di cielo profondo.

Nelle spiegazioni e nell’introduzione alle materie astronomiche è compreso un accenno alla storia dell’astronomia e ad altre materie umanistiche aventi punti di contato con l’astronomia stessa.

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L’Associazione Astronomica del Pellegrino organizza serate osservative, prevalentemente primaverili ed estive.

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Sulle dune di Castelporziano domenica 7 maggio, ore 17.00

Con la proposta di itinerario sulle dune di Castelporziano siamo  in un progetto Mondiale ispirato a Jane Jacobs, antropologa e attivista americana, https://it.wikipedia.org/wiki/Jane_Jacobs
che promuove le camminate libere nei giorni 6 e 7 maggio per esplorare il territorio e costruire cittadinanza attiva

http://janeswalk.org/index.php?cID=11721

Mare Libero a Ostia a protezione delle aree naturali di Castelporziano e di Capocotta

COMUNICATO STAMPA – WWF Litorale Romano 26 aprile 2015

Mare libero a Ostia anche per proteggere le aree naturali di Castelporziano e di Capocotta

In questi giorni acceso è il dibattito e importanti sono gli interventi sulle spiagge del Comune di Roma.

Mentre si sta attuando l’apertura e il ripristino dei varchi di accesso all’arenile di Ostia, si parla di accesso e fruizione liberi che potrebbero essere possibili attraverso tutti gli ingressi degli stabilimenti balneari, come avviene a Rimini.

Sottolinea Maria Gabriella Villani, presidente del WWF Litorale Romano: “A nostro avviso è questo l’obiettivo da raggiungere, strategico per diminuire la pressione antropica sulle spiagge libere di Castel Porziano e di Capocotta, quindi per tutelare gli ambienti delle dune costiere che ricordiamo sono aree protette dalle direttive europee per la protezione degli habitat e delle specie migratorie. Roma è l’unica capitale in Europa ad avere un patrimonio naturale di dune, quasi 9 km di costa, a 25 km dal centro urbano. Tale patrimonio va preservato con tutti gli strumenti disponibili.

L’accesso libero all’arenile comunque consentirebbe la possibilità per chi lo desideri di utilizzare pagando tutti i servizi e le comodità presenti nei vari stabilimenti balneari, così come avviene a Rimini. Questa scelta non si può rimandare poichè serve a qualificare veramente il lungomare di Ostia rendendo accessibile e fruibile la spiaggia, e serve a preservare il prezioso ecosistema dunale di Castelporziano e Capocotta.”

Vogliamo sottolineare che l’attuale situazione, caratterizzata da una sostanziale appropriazione del bene demaniale da parte dei concessionari, è frutto di molti decenni di non governo e/o di scarso interesse riservato al tema da parte delle istituzioni e quindi di norme e regolamenti ormai così intrecciati e stratificati per cui si ha la difficoltà, a volte la impossibilità, ad individuare abusi o ad ottenere interpretazioni chiare ed inequivocabili sui diritti e i doveri di tutte le parti coinvolte nella gestione del bene.

Il WWF Litorale Romano ritiene che la problematica debba essere affrontata in due fasi; la prima necessaria a verificare, in modo generalizzato e puntuale, l’avvenuto rispetto dei patti vigenti tra amministrazione e concessionari e, ove individuate difformità, l’immediato obbligo al rientro nei canoni stabiliti, pena il ritiro della concessione.

La successiva fase è suggerita, ma forse meglio sarebbe dire imposta, dalla necessità di rispondere all’accresciuta pressione demografica sul litorale romano (soltanto il X municipio di Roma conta ormai 300.000 abitanti), al mutato scenario economico (necessità di sacrifici e risorse limitate) e, alla ormai scarsa disponibilità di spiagge a fruizione libera e/o alla ragionevole portata economica di gran parte degli “aventi diritto”.

Quindi l’apertura dei varchi, che riteniamo potrebbe anche rappresentare un alibi per il rifiuto dell’accesso a mare da parte dei gestori degli stabilimenti, è da noi considerato semplicemente un segnale dato per dire “la gestione del bene demaniale deve essere cambiata rapidamente e radicalmente”, per il rispetto dei cittadini (fruitori e reali proprietari del bene demaniale), dei loro diritti e delle loro legittime esigenze.

Il vero e grande lavoro da fare ora è quello di convertire l’attuale impalcatura individuando nuove modalità di gestione e fruibilità – non mancano certo gli esempi nella stessa nostra nazione; per fare ciò è necessario che le istituzioni, i concessionari e/o le loro associazioni sindacali, gli operatori economici, ciascuno per le proprie specificità e competenze, inizino un percorso di civili colloqui e verifiche, al fine di proporre un nuovo modello adeguato ai mutati tempi e degno di una delle poche capitali europee che affaccia sul mare.

Per ulteriore Informazioni:

Maria Gabriella Villani,

Presidente WWF Litorale Romano 347 8238652

 

Tutela dell’ambiente costiero di Castelporziano

Lettera protocollata con prot. n. 2593 del 13 gennaio 2015

Roma, 10 gennaio 2015

Roma Capitale,  MUNICIPIO X

 Al Presidente, Andrea Tassone

 All’assessore al Litorale, Antonio Caliendo

 All’Assessore all’ambiente,  Marco Belmonte

 All’assessore alla pianificazione territoriale, Giacomina di salvo

 

 

Oggetto: Tutela dell’ambiente costiero di Castelporziano Cancelli – Roma

 Gent.mi,

da gennaio 2014 abbiamo avuto numerosi incontri con i diversi assessori, prevalentemente con l’Ass. Caliendo. Gli incontri sono partiti dalla consegna di un dossier su Castelporziano con immagini e dati raccolti durante un accurato sopralluogo effettuato ai primi di novembre 2013, con una breve relazione contente osservazioni relative ad un’attività di monitoraggio iniziata nel lontano 1985, anno di fondazione del WWF Litorale Romano.

Ricordiamo che la fascia costiera di Castelporziano è un importante patrimonio naturale, inserita in un SIC e una ZPS, e nella parte a Sud, per 390 metri di costa, fa anche parte della Riserva Naturale Statale Litorale Romano.

 

L’obiettivo della nostra iniziativa è stato di portare alla vostra attenzione lo stato di degrado presente a Castelporziano.

 

Recentemente il 27 novembre scorso abbiamo incontrato l’Ass. Caliendo, presenti i Consiglieri WWF Litorale Romano, Apollonia Salvaggio e Claudio Peppoloni. L’Assessore  ha voluto metterci a parte delle intenzioni del Municipio prima dell’inizio della stagione 2015 e cioè:

  1. abbattere le parti abusive dei 5 chioschi, per ritornare alla superficie originaria di 65 metri quadrati (doveva essere fatto entro il 31 ottobre scorso, ci ha detto, ma è slittato per cavilli giuridici con la Capitaneria di Porto), consentendo   di collocare una piattaforma/pedana di “servizio” (estensione non specificata);
  2. chiudere le strade interne di collegamento tra i vari cancelli con ripristino dell’ambiente retrodunale; ogni singolo cancello servirà da entrata/uscita per l’area di pertinenza;
  3. creare al terzo cancello un’area “protetta” da preservare assolutamente e fruibile per scopi di studio/didattici. Sulla spiaggia prospiciente tale area sono previsti solo eventi ludico/ricreativi “poco invasivi”. Ha inoltre ribadito la contrarietà alla manifestazione Cancelli Village che, quest’anno si è svolta con molto ritardo e attraverso l’ autorizzazione data direttamente dalla Regione scavalcando il X Municipio.

 

Inoltre l’assessore ci ha informato dell’intenzione per il 2016 di disincentivare l’uso dell’automobile attraverso:

– la restrizione della carreggiata della litoranea per realizzare una pista ciclabile e per creare un numero limitato di parcheggi

– porre a carico degli intestatari delle convenzioni l’organizzazione e la gestione di navette dalla Stazione C.Colombo e dal Villaggio Tognazzi.

 

Siamo perplessi su alcuni punti:

– il ripristino della vegetazione della macchia mediterranea si potrebbe ugualmente realizzare  conservando un minimo di percorso interno, riservandolo solo al movimento dei mezzi di soccorso e di servizio;

– va benissimo la pista ciclabile ma siamo perplessi sulla possibilità di realizzare anche parcheggi data la larghezza limitata della sede stradale che attraversa un prezioso ecosistema a macchia mediterranea;

– chiudere i percorsi interni renderebbe più difficile il controllo da parte dell’Ufficio Spiagge che comunque ha esercitato in questi anni un ruolo di tutela del bene ambientale.

 

Inoltre siamo rimasti molto sorpresi nel vedere che si è realizzata una grande passerella di accesso al terzo cancello. Avremo potuto essere coinvolti per trovare le soluzioni ottimali. Infatti le passerelle di accesso nei mesi invernali si riempiono continuamente di sabbia, portata dal vento che si incanala con potenza lungo i sentieri perpendicolari alla linea di riva.

 

In conclusione, non avendo ricevuto ad oggi alcun riscontro, riteniamo che le scelte di gestione si stiano rimandando mentre l’inizio della stagione balneare si avvicina. Si prospetta quindi per la prossima estate un reiterarsi di situazioni che vanno avanti da oltre dieci anni, con convenzione scaduta e questo sarebbe decisamente inaccettabile.

 

Speriamo ancora di vedere che la vostra Amministrazione riesca a fare la differenza, coerentemente con le promesse fatte, e riesca a realizzare le azioni prospettate.

 

Sulla questione richiediamo gentilmente un incontro con il Presidente del Municipio X, Andrea Tassone.

 

Distinti saluti

 M. Gabriella Villani

Presidente WWF Litorale Romano

(06 56305105 – 347 8238652)

litoraleromano@wwf.it

Dune di castelporziano

Dune di castelporziano

Tutela delle dune di Castelporziano – recente episodio di spianamento VIII Cancello nella Riserva Litorale Romano

Lettera aperta

Al Presidente X Municipio
Andrea Tassone

All’Assessore all’Ambiente di Roma Capitale
Estella Marino

Alla Responsabile della Riserva – Roma Capitale
Luisa Massimiani

P. c. Alla Tenuta Presidenziale di Castelporziano

P.c. alla stampa

Lo scorso venerdì grazie al tempestivo intervento della Capitaneria di Porto è stato bloccato l’ennesimo episodio di spianamento delle dune all’Ottavo Cancello di Castelporziano.
La segnalazione ha avuto immediatamente seguito. Infatti dopo meno di trenta minuti, la Capitaneria di Porto di Fiumicino è intervenuta a sequestrare l’area insieme alla grossa ruspa, che si trovano tuttora sotto sequestro.
Sono stati comunque arrecati importanti danni all’ambiente dunale. L”intento da parte degli operatori balneari sarebbe stato come sempre quello di rosicchiare altro spazio utile per le attività ludico ricreative che vengono organizzate durante la stagione balneare, nonostante nel tratto in questione l’arenile disponibile risulta veramente molto ampio.
Ogni anno sul nostro litorale purtroppo si registrano episodi simili; questa volta il caso fortunato ha voluto che una persona si trovasse sul posto per segnalare e l’intervento delle forze dell’ordine è stato particolarmente tempestivo ed efficace.
Ci chiediamo perché si deve sempre intervenire in emergenza, perché non è possibile invece tutelare in modo idoneo gli ambienti dunali che sono particolarmente a rischio?
L’area in questione oltre ad essere un Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale, protetta dalle direttive comunitarie per la tutela ambientale, ricade nella Riserva Litorale Romano. E quindi secondo la legge dovrebbe essere tutelata al massimo grado possibile. Invece manca la cartellonistica della Riserva e manca la delimitazione a protezione dell’ambiente dunale, oltre a mancare del tutto l’opera di vigilanza ambientale.

Per questo il WWF chiede che venga installata con la massima urgenza, prima dell’inizio della stagione balenare, cominciando proprio dall’VIII cancello la cartellonistica della Riserva insieme ad una idonea protezione dell’area dunale e che si possa organizzare un piano di vigilanza ambientale.

Rimaniamo a disposizione per una fattiva collaborazione.
Cordiali saluti

M. Gabriella Villani
Presidente WWF Litorale Romano

Via Acton, 5 00122 Roma Lido

cell. 347 8238652

La tutela delle dune di Castelporziano

Venerdì 17 gennaio abbiamo incontrato l’Assessore al Litorale del X Municipio di Roma, Antonio Caliendo, per parlare della tutela delle dune di Castelporziano. Abbiamo consegnato all’Assessore il presente dossier fotografico  Castelporzianodossier accompagnato dalla seguente lettera di intenti.

Roma,  17 gennaio 2014

ROMA CAPITALE,

MUNICIPIO X ALL’ASSESSORE AL LITORALE, ANTONIO CALIENDO

Oggetto: Tutela dell’ambiente costiero di Castelporziano Cancelli – Roma

Gent.mo Assessore,

desideriamo sottoporre le nostre osservazioni riguardo alla tutela della spiaggia e delle dune di Castelporziano “Cancelli”. Tali osservazioni scaturiscono da un’attività di monitoraggio iniziata nel lontano 1985, anno di fondazione del WWF Litorale Romano.

Il documento allegato si basa su immagini e dati raccolti durante un accurato sopralluogo effettuato ai primi di novembre scorso.

Intendiamo con questo portare l’attenzione sullo stato di degrado presente. Le strutture di servizio alla balneazione che da piccoli chioschi per la vendita di bibite, panini e gelati, degli Enti di Consumo Comunale, ampi circa 60 mq, oggi si presentano con ristoranti funzionanti tutto l’anno dotati di grandi terrazze per l’estate e saloni al chiuso per la ristorazione invernale, con una superfice che supera i 500 mq, rappresentano, a nostro avviso, la problematica principale. Oggi nonostante i reiterati abusi si continua a sostenere la ristorazione, non tenendo in nessun conto la fragilità dell’ambiente che è esposto a sempre più intensi fenomeni erosivi di varia origine.

Le foto intendono rappresentare le principali problematiche che insistono su quest’area allo scopo di proporre soluzioni adeguate ad una corretta gestione per la tutela di questo importante patrimonio naturale che è inserito in un SIC e un ZPS, e nella parte a Sud, per 390 metri di costa, ricade nella Riserva Naturale Statale Litorale Romano.

Le problematiche in sintesi:

La continua espansione delle strutture di servizio alla balneazione 

La pulizia meccanizzata dell’arenile 

La mancanza per ampi tratti di staccionata a protezione delle aree dunali e di adeguata cartellonistica 

La mancanza di vigilanza nei confronti degli utenti della spiaggia 

La mancanza di controllo da parte dell’Amministrazione Comunale nei confronti delle società affidatarie delle strutture di servizio alla balneazione.

Le nostre proposte in sintesi: 

Le strutture di servizio alla balneazione devono limitarsi ai soli servizi alla balneazione che non contemplino il servizio ristorante, ossia limitarsi a noleggio ombrelloni e lettini e alla vendita di bevande, panini e gelati. 

Il ripristino della staccionata fronte mare. 

La pulizia manuale delle aree a ridosso delle dune per una fascia di almeno 20 metri dalla recinzione. 

L’organizzazione di un controllo dell’area da parte delle forze di polizia o di associazioni di volontariato. 

Il controllo almeno annuale del rispetto dei vincoli nei confronti dei soggetti gestori delle strutture di servizio alla balneazione.

Inoltre, trovandoci in un ambito naturale di pregio si dovrebbe provvedere alla eliminazione graduale della flora alloctona (agave, fico degli ottentotti, yucca).

M. Gabriella Villani Presidente WWF Litorale Romano

PROBLEMATICHE IN DETTAGLIO

– Presenza ed edificazione di costruzioni sulla duna

La duna fissa è interessata da un intenso fenomeno di costruzione di strutture per il turismo balneare. Si tratta di elementi sia fissi che mobili, dalla superficie variabile tra i 200 e i 600 mq. Si noti che inizialmente la superficie delle originali strutture dell’Ente  Comunale di Consumo era intorno ai 60 mq. L’accesso a queste strutture è garantito talvolta da passerelle, talvolta da pavimentazione in cemento. L’area retrostante le strutture presenta quasi sempre ampi parcheggi con tettoie e zone adibite a deposito.

– Apertura di corridoi di passaggio ad opera dei bagnanti

Si tratta di un fenomeno frequente e dall’impatto particolarmente nocivo poiché offre al vento un corridoio preferenziale dove la sabbia si incanala (blow -out) acquistando maggiore velocità e quindi maggiore capacità di trasporto delle particelle di sabbia. Vengono così a crearsi dei veri e propri varchi che si ampliano con estrema rapidità e che sono estremamente difficoltosi da richiudere. Lo stesso fenomeno interessa anche le passerelle di accesso all’arenile che diventano inagibili in quanto ricoperte da sabbia che il vento deposita. Occorrerebbe trovare accorgimenti opportuni e ben studiati per evitare tale fenomeno. Talvolta abbiamo constatato che l’intervento di rimozione della sabbia ha causato il danneggiamento della vegetazione della macchia poiché sepolta dalla sabbia rimossa.

– Pulizia della spiaggia ad opera di mezzi meccanici E’ una pratica diffusa e rappresenta la principale causa diretta e indiretta di destrutturazione della duna embrionale. Il passaggio dei mezzi meccanici produce un impatto diretto attraverso le ruote dei trattori e le griglie di pulizia ad esso ancorate che eliminano l’eventuale presenza di plantule di Cakile marittima, specie pioniera colonizzatrice della duna embrionale; indirettamente, rimuovendo tutti gli elementi inerti presenti sulla spiaggia, viene eliminato ogni possibile freno al passaggio della sabbia trasportata dal vento, che in questo modo ha molta più difficoltà a sedimentare in forma di cumuli. Inoltre spianando completamente la spiaggia, le stesse onde che arrivano in occasione delle mareggiate, non incontrando alcun tipo di ostacolo hanno estrema facilità a raggiungere il piede della duna conservando quasi inalterata la loro forza erosiva. Questo fenomeno ancora non avviene a Castelporziano mentre nella limitrofa Capocotta causa parecchi danni

Rischi potenziali Ipotizzando di non realizzare alcun intervento di conservazione dell’ecosistema dunale si va incontro ad una progressiva frammentazione della copertura vegetale con l’apertura di blow-out sempre più ampi e profondi ed una conseguente perdita di sedimento. Con la scomparsa della vegetazione, la duna potrebbe andare incontro ad una futura destrutturazione. La duna rappresenta d’altronde il deposito di sabbia della spiaggia, la sua scomparsa comporterà un rapido arretramento della linea di riva perché l’asporto sabbioso fisiologico dovuto al moto ondoso non avrà una compensazione se non nei temporanei depositi marini.

Flora alloctona

L’invasione degli habitat da parte delle specie esotiche è un fenomeno globale facilitato dai cambiamenti climatici e dalla globalizzazione, in sinergia con il deterioramento degli ecosistemi che oggi risultano invasi da nuove specie. Questo comporta serie conseguenze per gli aspetti economici, sociali ed ecologici. Gli ecosistemi costieri vengono considerati tra gli ambienti più colpiti dalle invasioni di specie alloctone. Tra le specie esotiche ampiamente diffuso risulta essere il Carpobrotus  acinaciformis e il Carpobrotus eduli, specie proveniente dall’Africa Meridionale. Il Carpobrotus “produce “ una perdita di diversità floristica, formando tappeti larghi fino a 20 m e profondi circa 50 cm. La riproduzione avviene tramite stoloni oppure tramite semi dispersi dagli uccelli. Le specie di  questo genere riescono a tollerare livelli di salinità elevati ed a sopravvivere in ambienti molto disturbati. Cause – Piantumazione ad opera dei gestori di esercizi balneari finalizzata alla cura estetica dell’area in gestione. Si tratta di specie infestanti che risultano particolarmente facili da coltivare. Il Carpobrotus in particolare, forma un tappeto verde fittissimo e presenta infiorescenze vistose e molto colorate; per queste caratteristiche è spesso stato scelto dai gestori delle strutture turistiche per abbellire le aree dunali limitrofe a chioschi e stabilimenti.

La causa della loro diffusione è la piantumazione ad opera dei gestori degli esercizi balneari finalizzata alla cura estetica dell’area in gestione. Si tratta effettivamente di caratteristiche proprie di queste specie che d’altronde presentano una serie di altre criticità associate al fatto di non essere specie locali. – Diffusione spontanea. Si tratta di specie a crescita rapida ormai naturalizzate in Italia dove sono ormai ad un tale livello di diffusione da definirsi infestanti.

Come diventare guardia volontaria del WWF appuntamento sabato 16 novembre ore 15.00

Il prossimo sabato 16 novembre ci incontriamo con Tony Moschetta che è guardia del WWF per avviare un’attività di vigilanza ambientale su alcune aree del nostro Litorale.
L’obiettivo sarebbe quello di costituire un nucleo di guardie WWF dedicate principalmente al territorio del Litorale Romano.
Chi fosse interessato è invitato all’incontro/sopralluogo con appuntamento alle ore 15.00 presso la Stazione C. Colombo.

Vi ricordo che per diventare guardia WWF bisogna, naturalmente, essere soci della nostra Associazione.

Cosa fa una guardia volontaria del WWF ?

Collabora con forze istituzionali (Corpo Forestale dello Stato, Carabinieri, Polizia Provinciale, Guardia di Finanza etc.) dopo aver frequentato i vari corsi di ittica e venatoria (presso la Provincia) e zoofila presso l’associazione e dopo il superamento degli esami il volontari effettuerà il giuramento con la nomina.

Attenzione al momento non si ha la possibilità di avere il decreto ambientale quindi, per reati ambientali, ci si limita alla denuncia, o organizzare servizi insieme alle forze istituzionali.

Aspettiamo adesioni.