SALVARE IL FRATINO NEL LAZIO E’ POSSIBILE?

Il fratino è un piccolo uccello che nidifica solo sulla spiaggia. La specie è in forte diminuzione in tutta l’Europa ed in molte regioni italiane rischia l’estinzione.

Sabato 10 giugno, presso il salone dell’hotel Sirenetta ad Ostia,

Lungomare Paolo Toscanelli 46, alle ore 17.00, interverranno su questo tema Massimo Biondi & Loris Pietrelli , ornitologi del GAROL.

logogarol

Il Fratino, Charadrius alexandrinus, può essere migratore o stanziale. In Italia sono stati stimati 2400-3200 individui svernanti e 1500-1850 coppie nidificanti molto localizzate però in aree quali le Saline di S. Margherita di Savoia (Puglia), golfo di Cagliari, saline siciliane e le lagune venete.
Da almeno dieci anni si assiste a un lento ma inesorabile declino di presenza di questo piccolo uccello.

IMG_0712(foto di Massimo Biondi)

Varie sono le cause che determinano la diminuzione della specie tutte legate all’aumentata frequentazione dei litorali per scopi ricreativi. Il Fratino, per riprodursi, costruisce il suo nido preferibilmente lungo le coste, nelle zone umide e salmastre e sulla spiaggia. Depone le uova in una piccola depressione scavata dal maschio al cui interno a volte sono deposti sassolini, frammenti di conchiglie o di altro materiale. Le uova, solitamente tre, sono senza alcuna protezione e pertanto alla portata di qualsiasi predatore e potenzialmente sottoposte a ogni tipo di disturbo, soprattutto durante la stagione balneare.
Da qualche anno, il Fratino è diventato il simbolo di un ambiente anch’esso compromesso, un ambiente di confine e quindi fondamentale: la duna. Il Fratino ne rappresenta la specie “bandiera” perché il suo destino viene accomunato a quello dell’ecosistema dunale.
Nel Lazio il monitoraggio venticinquennale dell’andamento della popolazione nidificante operato senza finanziamenti dal GAROL (Gruppo Attività e Ricerche ORNITOLOGICHE del Litorale) ha evidenziato il ruolo determinante della pulizia meccanica delle spiagge come causa del declino numerico della specie che causa inoltre profonde trasformazioni  e distrugge l’ecosistema dunale.
A causa di un’urbanizzazione diffusa, incontrollata ed in alcuni casi devastante, le aree naturali del litorale laziale si sono ridotte sensibilmente negli ultimi 40/50 anni. Quasi tutti i comuni del litorale laziale, soprattutto a sud di Roma, presentano tratti fortemente degradati, dove è decisamente improbabile qualsiasi tipo di intervento ricostruttivo (la sola Provincia di Roma conta più di 300 stabilimenti balneari e decine di chioschi e punti di ristoro). Il monitoraggio delle popolazioni di Fratino viene eseguito esplorando, a piedi, l’intero tratto di costa laziale ed i possibili siti di nidificazione interni rispetto alla linea di costa: il controllo viene sempre eseguito nel periodo marzo-luglio, con visite periodiche (ogni 15 gg circa) durante le quali vengono raccolti dati sulla biologia riproduttiva e sulla scelta dell’habitat.
I dati del GAROL raccolti in 29 anni di monitoraggi ci dicono che la specie è passata dalla 40 coppie degli anni ’90 alle 10-12 del periodo 2009-2017. In particolare la specie quest’anno non si è riprodotta nel viterbese mentre i provincia di Latina la stima è di 0-1 coppie. Di poco migliori i dati della provincia di Roma dove sono presenti appena 6 siti di riproduzione, di cui 1 solo è tutelato direttamente essendo coincidente con la spiaggia della Tenuta Presidenziale di Castelporziano.fratino m coccia morto schiusa i° nido 19 04 2007

(foto di Massimo Biondi)
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Salviamo il fratino

IMG_7090Foto di Massimo Biondi

FRATINO=POWER POINT

Il fratino è un uccello che appartiene alla famiglia dei Charadriidae ed il suo nome scientifico è Charadrius alexandrius: deriva dal nome di un uccello leggendario dell’antica Grecia, il Caradrio, che si diceva visitasse solo i giardini dei re e guarisse i malati posandosi ai piedi del loro letto.
Il suo nome volgare ‘fratino’ invece prende spunto dalla capigliatura dei frati che lasciava scoperta la testa.
Il suo aspetto fisico è infatti caratterizzato da una testa con un cappuccio marrone opaco o arancione ed una mascherina nera sugli occhi, un piccolo corpo raccolto e tozzo con la schiena marrone e la pancia bianca e lunghe zampe da trampoliere.
Il suo habitat è costituito da superfici umide ghiaiose o sabbiose presso acque costiere o laghi salini con vegetazione rada o assente.
Si nutre perciò delle risorse che trova in questi ambienti: invertebrati come anellidi, molluschi o crostacei che cattura in zone umide ed insetti nell’entroterra.
Rispetto a molte altre specie di uccelli non nidifica fra i rami degli alberi.
Il maschio del fratino infatti realizza. Sarà in seguito la femmina a sceglierne una che rivestiranno con ciottoli o ramoscelli. Fa parte del loro rituale di accoppiamento!!!
Sia il maschio che la femmina covano.

Fratino Palidoro/M.S.Nicola 27 aprile 2009 (f. beccostorto)

Foto di Massimo Biondi

Una loro peculiarità è che riescono a correre molto velocemente, e gli ritorna utile nel momento in cui si sentono minacciati: se si avvicina un predatore al loro nido iniziano a volare e correre velocemente lontano emettendo suoni o fingendosi ferito, attirando l’attenzione su di sé invece che sui pulcini.
Tra aprile e settembre depone in media 3 uova che si mimetizzano facilmente con l’ambiente circostante e rischiano di essere perciò calpestate.
Questo uccello ha uno svernamento regolare ovvero, passa l’inverno in un determinato luogo:in particolare gli esemplari settentrionali migrano maggiormente rispetto a quelli meridionali.
In inverno i fratini sono molto socievoli e riescono a formare stormi anche di numerosi individui.

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Foto di Massimo Biondi

I pericoli che incontra il fratino possono venire dai predatori o dall’uomo. I suoi predatori sono: corvi, volpi, gatti e ratti. Ma anche l’uomo rappresenta un pericolo per questa specie gettando spazzatura lungo la spiaggia, spianando le dune calpesta le sue uova che si mimetizzano con l’ambiente circostante e piantando i propri ombrelloni sulla spiaggia o utilizzando mezzi fuoristrada.

La speranza mia e di altri ragazzi è di vedere realizzato un turismo meno modaiolo ma rispettoso della natura che tuteli ogni creatura vivente poiché la tendenza di viaggiare e fermarsi nelle località aperte all’ambiente e raggiungibili con le bici o a piedi sono sempre più ricercati e ben valutate.

articolo di  Flavia Scarcella (15 anni) e Dario Scarsella (11 anni)

Tartaruga Marina

Purtroppo la deposizione seppure vigilata, controllata e monitorata non ha portato i risultati attesi. Quale sarà stata la causa? Forse un’estate troppo fresca e piovosa o forse la nostra mamma tartaruga si è spinta troppo a nord rispetto all’areale di deposizione?

Fatto è che non è nato nessun piccolo, il centro di Ricerca Anton Dohrn di Napoli ha verificato la cosa in seguito ad un’attesa eccessivamente lunga per la schiusa.

Aggiornamenti sulla tartaruga marina che ha deposto a Nettuno

Grazie ad alcune telefonate effettuate e a un sopralluogo, abbiamo alcuni aggiornamenti relativi alla deposizione.

Subito dopo la segnalazione dei primi giorni di luglio è intervenuta la Capitaneria di Porto di Anzio, poi TartaLazio, attraverso personale della Riviera di Ulisse e infine l’acquario di Napoli Anton Dohrn, che è centro di coordinamento per la salvaguardia della Caretta caretta, il quale ha confermato la deposizione.

E’ stata quindi montata una nuova recinzione, nel punto esatto dove sono state deposte le uova, cioè subito a valle del cumulo che la tartaruga costruisce con la sabbia che sposta mentre scava. E’ stata quindi smontata la precedente recinzione provvisoria, in modo da non ombreggiare il sito di deposizione in quanto è di vitale importanza mantenere elevata la temperatura della sabbia al fine della maturazione e della schiusa delle uova. E’ stata apposta idonea segnaletica ma soprattutto è iniziata l’opera quotidiana e volontaria di Stefano, ex dipendente del Poligono di tiro – nella cui area è avvenuta la deposizione – da poco in pensione, che controlla costantemente il sito allontanando i gabbiani e evitando eventuali intrusioni inopportune, di uomini e animali (cinghiali, volpi…).DSC04168 DSC04169  DSC04171 DSC04172  DSC04174Abbiamo parlato con Stefano (nella foto) che ci ha raccontato la situazione e ci ha promesso che ci aggiornerà nei prossimi giorni: la schiusa è prevista a fine agosto. Ci sono state ben tre mareggiate che hanno lambito il sito ma fortunatamente il mare ha poi in seguito portato nuova sabbia davanti: il punto scelto da mamma tartaruga è risultato il più protetto dell’intera spiaggia.

 

Tartaruga marina depone a Nettuno

Sabato 2 luglio è accaduto un evento molto speciale. Alcuni bagnanti tra cui il Sig. Domenico Magnoli, che ha contattato il WWF Italia, hanno notato qualcosa di anomalo sulla spiaggia: delle tracce e un cumulo largo e basso alla fine delle tracce. Una tartaruga marina, probabilmente una Caretta caretta ha deposto le sue uova di notte sulla spiaggia del Poligono di tiro di Nettuno!20160702_115645_resized_1

Successivamente è intervenuta la Capitaneria di Porto.20160702_115629_resized_1

Tertaruganettuno

Fortunatamente le attività balistiche sono sospese nei mesi di luglio e agosto. La schiusa è prevista tra 60 giorni. Il nido ha necessità di essere protetto da eventuali predatori.

I bagnanti stessi hanno subito dopo la realizzato con tronchi e grossi rami una barriera di protezione.