Mobilità sostenibile sabato 29 settembre

In occasione della SETTIMANA EUROPEA PER LA MOBILITà SOSTENIBILE, aderiamo alla bella iniziativa in bici, sabato 29 settembre con appuntamento alle ore 9.30 a Passo Oscuro Fiumicino, Piazza Salvo D’Acquisto, per raggiungere la Torre Perla a Palidoro, con un percorso di circa 5 km ( via Serrenti, via S. Carlo a Palidoro, via della Torre di Palidoro).

Si arriverà presso la Torre e ci sarà una breve spiegazione sulla torre e la sua storia, sul paesaggio agricolo e sulle preziose dune costiere, ambienti che fanno parte della Riserva Naturale Statale Litorale Romano.

Dune e Torre di Palidoro è un luogo del Cuore per il Censimento FAI 2018.

Numerose le associazioni aderenti a questo importante evento.

Prenderanno parte i ragazzi delle scuole ed il gruppo di studenti del Liceo di Maccarese impegnati nel progetto di Alternanza Scuola Lavoro con il WWF.

Locandina Biciclettata_Passeggiata della Torre Perla 29 Settembre 2018

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Conclusa l’operazione Plasticfree sulla spiaggia di Palidoro (Fiumicino)

Palidoro 10 giu 2018Il 10 giugno dalle 17 alle 20.30 la spiaggia di Palidoro è stata animata da circa 30 volontari, in maggioranza giovani, tra cui un bel gruppetto di ragazzi del Liceo di Maccarese che svolgono attività di alternanza scuola lavoro con il WWF.
Per oltre 2 ore nel tratto di spiaggia antistante Casa Ronald dell’ospedale Bambin Gesù, è stata raccolta una gran quantità di plastica depositata dalle onde nei mesi invernali.

E’ stata una bella occasione per riflettere sull’enorme presenza di plastica in mare, sulle spiagge e nell’ambiente in generale, che non pochi danni sta arrecando a un gran numero di specie marine tra cui balene e uccelli. La nostra società ha prodotto e sta producendo troppa plastica che troppo velocemente diventa rifiuto ed invade tutti gli ambienti. Ognuno di noi può però fare qualcosa: utilizzare meno plastica possibile, eliminando l’usa e getta ed evitando l’acqua in bottiglie di plastica di cui gli italiani sono esagerati consumatori.

Cotton fiocSono state fornite anche semplici istruzioni pratiche ai partecipanti: come fare attenzione a non danneggiare le piante della duna e a non raccogliere con la plastica preziosissima sabbia.

Alcuni ragazzi hanno avuto il compito di raccogliere, a scopo dimostrativo, i bastoncini di cotton fioc che ancora invadono le spiagge, e li hanno contati: su un tratto di 200 metri di litorale ne sono stati raccolti ben 4.550 bastoncini.

La visita guidata è stata occasione per approfondire la conoscenza delle affascinanti dune costiere di Palidoro, che sono una parte importante della Riserva Naturale Statale Litorale Romano e che vanno preservate assolutamente.

 

Raccontare il territorio, domenica 8 aprile, in bici

Il WWF partecipa all’evento organizzato dal Coordinamento dei Comitati Entroterra X Municipio, con altre realtà territoriali,  dal titolo ‘Raccontare il territorio’.
Un’iniziativa pensata per unire i quartieri dell’entroterra, valorizzando l’uso della bicicletta come strumento in grado di raccontare pedalando la storia e le bellezze del nostro territorio troppo spesso dimenticate e per sensibilizzare sulla necessità di tutelarle e valorizzarle.OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Il primo appuntamento della rassegna, già inserito nel calendario annuale delle escursioni di Ostia in Bici, è l’8 aprile, con la Dorsale Ciclabile Mare Tevere.
La biciclettata, gratuita e aperta a tutti,  si snoderà su  un “percorso ideale” di circa 10 km, interamente svincolato dalla mobilità veicolare,  in grado di collegare il mare con la sponda destra del Tevere.
Un percorso – a oggi solo parzialmente fruibile – che collega le aree verdi urbane con i quartieri e i grandi sistemi ambientali (Riserva Statale del Litorale romano, Pineta di Castel Fusano) e che attraverso la realizzazione di infrastrutture eco-sostenibili (sovrappasso ciclopedonale e approdo fluviale a basso impatto ambientale) permetterebbe l’attraversamento delle principali arterie stradali ed il Fiume Tevere.
Durante la mattinata, la pedalata attraverserà i quartieri di Palocco, Madonnetta e Acilia Sud, mettendo in risalto gli interventi sul nostro territorio che potrebbero facilitare la mobilità ciclo-pedonale; dopo una pausa pranzo, presso il Centro Sociale Sportivo di Dragona (pista pattinaggio), la pedalata riprenderà nell’area storico naturalistica tra Dragona e Dragoncello, sino a concludere nei pressi dei resti di una villa romana.
Tante le realtà associative e professionisti che hanno dato l’adesione all’evento:
Ostia in Bici, Ciclofficina popolare di Acilia, Humus Sapiens, Agisco, WWF Litorale Laziale, Unitre Ostia Antica, Comitato Pendolari della Roma Lido, Ciao Onlus, Structura,  Centro Habitat Mediterraneo LIPU Ostia e l’archeologo Oberdan Menghi.
Vi invitiamo pertanto a partecipare all’iniziativa, pregandovi di confermare eventualmente la vostra adesione.
Cordialmente
PROGRAMMA:
PREVISTE DELLE TAPPE AD ORARI PREFISSATI PER CONSENTIRE LA PARTECIPAZIONE ANCHE AI NON CICLISTI
POSSIBILITA’ DI NOLEGGIO BICI contattando il numero 338.1158799
ORE 10: appuntamento in Via C.Palocco (Le Terrazze)
ORE 10.30: partenza
Canale Palocco: Intervento geologo Uni3,Ostia in bici, Structura
sosta presso Capobianchi ciclo-motori
Stazione Acilia Sud Dragona: intervento Comitato pendolari
ORE 12:30 ARRIVO Centro Sociale Sportivo Dragona (Via della Corsesca,1):
Pranzo al sacco con possibilità di menu – pasta bibita e dolce – solo su prenotazione
ORE 13:30 PARTENZA verso la Riserva – area golenale Tevere
ORE 14:30: Villa Romana A: intervento archeologo
Parco del Drago : intervento Insieme per la Curtis Draconis
Albero del Drago: Poesia e racconto a cura di Ciao Onlus
ORE 15:20 argine Tevere: intervento archeologo, WWF, Lipu, Coordinamento
Liberazione di un rapace
Pista ciclabile Dragoncello
Ore 16:00 Villa romana C: intervento archeologo
Itinerante….Gioco di ruolo: misuriamo l’indice di biodiversità del corridoio ecologico a cura di Humus Sapiens
Info e prenotazioni(gradite) al 338.1158799
Pagine FB Raccontare il Territorio 2018
Gruppo FB: Ostia in bici

Castel Fusano: Vigilanza in bici. Futuro delle aree naturali della Riserva Litorale Romano.

Dal 23 luglio il WWF Litorale Laziale, gruppo Litorale Romano, ha organizzato turni di vigilanza in bici e anche in settembre e ottobre nella Pineta di Castel Fusano nelle zone dove è consentita la circolazione.
Oltre 25 persone hanno aderito all’appello che dai primi giorni di agosto abbiamo diffuso tramite facebook e attraverso la nostra mailing list: la risposta è stata ottima, tante persone desideravano fare qualcosa di concreto per la nostra amata pineta, perciò siamo riusciti ad incrementare notevolmente il numero di volontari WWF.
In bici i turni sono stati di circa 2 ore ciascuno dalle 7 del mattino, in alcuni giorni ne abbiamo organizzato anche 4; ad ogni turno hanno partecipato almeno 2 volontari.
Abbiamo operato coordinandoci con il gruppo “Passeggiate in Pineta” che ha percorso la Pineta a piedi.

L’obiettivo dell’attività è il controllo delle aree verdi, per prevenire e segnalare eventuali situazioni sospette. Nei giorni di caldo soffocante e di vento sostenuto la nostra presenza è stata importantissima.
Alcuni nuovi volontari affiancandosi ai vecchi hanno avuto modo di scoprire zone della Pineta dove da soli non erano mai stati, tutti i partecipanti hanno visto da vicino le gravi problematiche ambientali che minacciano il nostro polmone verde.
L’incendio ha messo in luce numerosi ed importanti problemi che vanno risolti con competenza ed efficacia, primo tra tutti l’organizzazione di un’adeguata vigilanza e pronto intervento. Ma purtroppo i problemi gravi sono diversi: la presenza di rifiuti, in alcune zone ci sono vere e proprie discariche generate da accampamenti abusivi alcuni ancora attivi all’interno della pineta, i rifiuti sono prodotti anche dall’intensa attività di prostituzione che si è radicata in alcune aree più periferiche. Un altro grave problema che un occhio attento percepisce è la mancanza di una gestione continua dell’ambiente naturale, necessaria in quanto la maggior parte degli alberi sono pini piantati o cresciuti molto vicini tra loro che in alcune zone non sono stati mai controllati e diradati, questo ha determinato nel tempo la presenza di grandi quantitativi di materiale secco costituito dai rami bassi che sono morti non ricevendo la luce del sole. Inoltre la nostra Pineta soffre, come tante altre pinete costiere di attacchi parassitari, che dovrebbero essere tenuti sotto controllo ed infine è anche frequentata dai bracconieri.
La maggior parte dei problemi evidenziati riguardano anche altre aree della Riserva anch’esse colpite dal fuoco di questa estate, in particolare le aree di Acque Rosse e di Procoio.

Dopo le piogge di venerdì e di sabato la pineta ha ripreso vita, le piante hanno finalmente ricevuto l’acqua che mancava da maggio, un periodo lunghissimo di assoluta siccità a seguito di una primavera con scarse precipitazioni. Nonostante la siccità le specie della macchia mediterranea, gli arbusti tipici di lentisco, fillirea, leccio, erica, ben prima delle recenti piogge, nelle zone bruciate sono state capaci di generare alla base nuovi germogli, segno che in molte zone l’incendio non ha distrutto l’apparato radicale. Questo ci induce a sperare in una veloce ripresa della copertura verde della nostra Pineta.

Dice Maria Gabriella Villani, Vicepresidente WWF Litorale Laziale: “Abbiamo scoperto e riscoperto in questi mesi quanto amore ed attenzione ci sia da parte della cittadinanza per la nostra Pineta ma abbiamo avuto allo stesso tempo la possibilità di approfondire le problematiche ambientali che rendono vulnerabile Castel Fusano.”

Quali soluzioni? Risponde Maria Gabriella Villani: “Per la protezione di tutte le aree naturali della Riserva, alla base di qualsiasi programma d’intervento per affrontare le diverse problematiche, a nostro avviso, ci dovrebbe essere un’attenzione continua e costante da parte di personale qualificato e motivato, un lavoro di team tra università ed amministrazione comunale per mettere in campo strategie efficaci ed adeguate, un reale ed accurato coordinamento tra le forze di vigilanza, organi di polizia e volontariato. Inoltre tutto il personale coinvolto dovrebbe avere una formazione specifica e mirata basata su un’accurata conoscenza del territorio.
Noi come associazione faremo la nostra parte.”

Vieni a scoprire le dune di Palidoro

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl WWF Litorale Laziale, gruppo Litorale romano ti invita ad  una splendida passeggiata per scoprire un ambiente unico,  domenica 11 giugno.

A guidarci nella scoperta delle dune di Palidoro, sarà la professoressa Alicia Acosta, ecologa dell’Università Roma Tre, tra i massimi esperti di dune costiere.

La partecipazione è gratuita ma è necessario prenotarsi telefonando al 3478238652.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAL’appuntamento è alle ore 17:00, all’ingresso dell’Ospedale Bambin Gesù, in via Torre di Palidoro, Fiumicino.

La spiaggia di Palidoro è una delle poche in cui ancora nidifica il fratino. Il giorno prima, sabato 10 giugno, partecipa all’evento “Salvare il fratino nel Lazio è possibile?” >>>

Le due iniziative sono parte della campagna nazionale del WWF Italia per la tutela del mare,  #GenerAzioneMare .

 

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Riserva Litorale romano compie 20 anni ma il bilancio è molto deludente

OCCORRE SBLOCCARE AL PIU’ PRESTO UNA SITUAZIONE DI IMMOBILISMO INACCETTABILE

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Camping Capitol

La Riserva Naturale Statale “Litorale Romano” compie oggi 20 anni; fu istituita infatti con decreto del Ministero dell’Ambiente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 maggio 1996, al fine di conservare le caratteristiche ecologiche, di tutelare il patrimonio storico, archeologico e paesaggistico, di salvaguardare il patrimonio agricolo dei territori tra Roma e il mare risparmiate dalla urbanizzazione pianificata e abusiva.
“Chiunque frequenti il litorale romano percepisce come ad oggi soltanto nelle tre Oasi del  WWF (Macchiagrande, Foce Arrone e Vasche di Maccarese), nella Tenuta Presidenziale di Castelporziano  e nelle  due Oasi della LIPU (Castel di Guido e Idroscalo) si sia concretizzata una effettiva gestione ambientale; sul resto dell’amplissimo territorio tra Roma e il mare non viene esercitata alcuna tutela attiva, cioè di reali interventi di conservazione e valorizzazione, nonostante sia ancora pressato da trasformazioni urbanistiche e infrastrutturali – sottolinea il direttore generale del WWF Gaetano Benedetto -. Ed anche le misure di prevenzione non sempre reggono rispetto a queste pressioni: la Riserva del Litorale nel suo complesso dunque rimane ancora un obiettivo raggiunto più sulla carta che non nella realtà”.
La cronaca di questi venti anni è impietosa con il Litorale Romano. La spiaggia di Capocotta è stata ripetutamente oggetto di abusi edilizi – con effetti devastanti sui delicati habitat delle dune – abusi non colti e non contrastati dalla amministrazione comunale di Roma. Solo di recente si è finalmente concretizzato il sequestro dei i chioschi ampliati oltre i limiti di legge. Occorre aggiungere che sono molte le dune lungo il litorale romano – ad esempio quelle di Palidoro o di Coccia di Morto – che avrebbero esigenza di una tutela più accorta.

Non è stata inoltre finora affrontata in maniera risoluta la grave vicenda del Camping Capitol, che ha ricevuto dal Comune di Roma una autorizzazione (nel 2005) inerente esclusivamente la riqualificazione degli edifici esistenti, ma che nel tempo ha visto l’abbattimento di moltissimi pini di alto fusto, la moltiplicazione delle cubature (quasi triplicate con stratagemmi formali) nonché  un parere positivo della Regione Lazio in una procedura di VIA  (nel 2011), parere che inspiegabilmente ha omesso di acquisire e considerare il parere vincolante della Commissione di Riserva, dovuto per legge. Oggi, nonostante sopralluoghi, denunce e procedimenti giudiziari, continuano indisturbati i lavori che potrebbero portare – in contrasto con la disciplina di salvaguardia della Riserva – alla realizzazione di un camping per 5000 ospiti con centinaia di bungalow, un enorme piazzale di parcheggio con una grande struttura commerciale, insomma una autentica colata di cemento in una delle aree formalmente più tutelate della Riserva Statale.

Sono segnali pericolosi che debbono essere contrastati con decisione; il WWF ritiene infatti che la buona gestione della Riserva Naturale Statale “Litorale Romano” sia una condizione imprescindibile per migliorare la sostenibilità dell’insediamento romano.
Il WWF auspica pertanto che il ventennale della istituzione della Riserva rappresenti l’occasione per una decisa assunzione di responsabilità da parte delle amministrazioni pubbliche coinvolte, per un cambio di rotta che dovrà manifestarsi nell’immediato attraverso:

a) l’approvazione del Piano di Gestione della Riserva, che fisserà le regole certe e le prospettive per il suo governo;

b) il chiarimento definitivo della legittimità o meno delle trasformazioni in corso nel Camping Capitol e la cessazione di ogni attività incompatibile, anche attraverso l’annullamento da parte della Regione Lazio, in regime di autotutela, della pronuncia positiva alla VIA;

c) la promozione di una efficace governance tra il Commissario, la Commissione della Riserva ed i Comuni di Roma e Fiumicino, che fino ad ora hanno operato poco e talvolta in un aperto contrasto, situazione che oggettivamente ha favorito il degrado e non la tutela.

La presidente della OA ‘Litorale Laziale’ del WWF, Franca Maragoni per il ventennale si aspetta un “regalo” dalle amministrazioni pubbliche chiamate a gestire la Riserva ‘Litorale Romano’: “Quello di recuperare un forte rapporto con i cittadini, garantendo, da un lato, una migliore informazione sulle vicende in corso e dall’altro riprendendo le attività di fruizione e di educazione ambientale”.

Roma, 4 maggio 2016

Campeggio Capitol. WWF: “Si blocchi la cementificazione”

20160218_165604_001Il WWF Litorale Laziale chiede il blocco dei lavori e il ripristino della naturalità nell’area del Campeggio Capitol, estesa oltre 25 ettari su via di Castel Fusano, all’interno della Riserva Naturale Statale Litorale Romano. In questi ultimi mesi stanno lavorando con la massima velocità alla realizzazione di imponenti strutture in cemento armato. E’ enorme l’impatto sull’ambiente naturale poiché si sta approntando un campeggio 5 stelle per ospitare oltre 5.000 persone, con piscina, ristorante, market, nuova viabilità.
Dice Maria Gabriella Villani, vicepresidente del WWF Litorale Laziale: “Come è possibile che sia stata data la possibilità di sconvolgere gli equilibri naturali in questo modo? Ci troviamo infatti in un’area protetta, che il decreto istitutivo della Riserva Litorale Romano definisce zona 1 di massima protezione, zonizzazione confermata anche dalla più recente cartografia di modifica dei confini, D.M. n. 311 del 24.10. 2013, pubblicata sulla G. U . 20 -11-2013.”
Ma un campeggio potrebbe essere compatibile con una Riserva naturale?
Continua Maria Gabriella Villani: “Sicuramente, a patto di preservare la vegetazione presente, di realizzare esclusivamente strutture di dimensioni contenute, preferibilmente di materiali ecologici come il legno, di privilegiare il campeggio in tenda, di individuare soluzioni sostenibili per gli spostamenti degli ospiti. Un campeggio di questo tipo attirerebbe persone amanti della natura, che desiderino trascorrere un periodo di riposo in un ambiente naturale, visitando aree archeologiche straordinarie come gli scavi di Ostia o dei Porti imperiali e poi magari rilassarsi passeggiando nella Pineta di Castel Fusano o prendendo il sole davanti alle dune di Castel Porziano e Capocotta. Ci stupisce che nonostante precedenti blocchi dei lavori, vari esposti, alcuni anche del WWF Litorale Romano e Laziale, un’interrogazione parlamentare, blitz delle forze dell’ordine oggi i lavori continuino.

La Commissione di Riserva, organismo previsto dal Decreto Istitutivo della Riserva, il cui parere è vincolante secondo l’Art. 4. del DM 29 marzo 1996, come avrebbe mai potuto dare l’autorizzazione per un intervento in zona 1 con un così elevato impatto? E poi in assenza di Piano di Gestione vigente, che da dicembre 2014 è ancora al vaglio del Commissario ad Acta, della Regione Lazio, Vito Consoli.”
Nel Piano di gestione – in via di approvazione – l’area viene classificata come area a tutela di tipo D: Tutela orientata alla promozione economica, sociale e del tempo libero. Le Norme Tecniche definiscono che “in tali ambiti sono consentite limitate modifiche finalizzate al recupero dell’area esclusivamente per attività del tempo libero e relativi servizi, qualora siano tesi a valorizzare la conoscenza e la fruizione della riserva, previo parere vincolante dell’Ente Gestore e previo V.I.A.”

L’art. 11. 2 delle Norme Tecniche del Piano di gestione, dice chiaramente “Nei campeggi con superficie superiore ai 10 ha, per detti servizi generali, per ogni ha o frazione di ha di maggior superficie rispetto ai 10 ha, il suddetto indice di 0,02 mq/mq è ridotto di 0,01 mq/mq. I fabbricati sopra indicati dovranno avere un’altezza massima di m. 4,00 dal piano naturale di campagna.”
Dalle foto allegate non pare che i criteri indicati nelle norme tecniche siano stati rispettati.