L’erosione alla foce del Tevere

Sabato 6 ottobre presso la Casa del Mare ad Ostia si è svolto il convegno

L’erosione alla foce del Tevere

dove si è parlato anche di salvaguardia delle dune costiere. L’intervento di M. gabriella Villani sulle dune costiere è stato ripreso dalla webtv

http://www.liberi.tv/webtv/2018/10/06/video/erosione-alla-foce-del-tevere-intervento-maria-gabriella

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Il WWF protegge le dune davanti all’Oasi di Macchiagrande

In Italia le dune costiere rappresentano l’habitat più a rischio, al pari delle zone umide e anche a Fiumicino la duna costiera è sicuramente il più rilevante tra gli habitat meritevoli di conoscenza e di tutela. Dopo un lungo iter autorizzativo partito nel 2015, alla fine di marzo il WWF Litorale Laziale ha iniziato l’intervento pilota per […]

via Il WWF protegge le dune davanti all’Oasi di Macchiagrande — WWF Litorale Laziale

Sabato 12 maggio terra e cielo

Sabato 12 maggio dalle ore 18.00 alle ore 23.00 sulle dune di Castelporziano III Cancello

Maria Gabriella Villani insieme a Simone Ceccobelli nell’ambito del programma EUREKA 2018, promosso da Roma Capitale, illustrerà la ricchezza di uno dei tratti più suggestivi ed importanti del Litorale Romano: le Dune di Castelporziano.
La visita è a cura del WWF Litorale Laziale e del CEA, Centro di Educazione Ambientale 

A seguire dalle ore 20.30 circa è prevista un’osservazione del cielo a cura dell’Associazione Astronomi del Pellegrino, con il Dott. Stefano Faraoni.

Le dune sono rilievi sabbiosi che si sviluppano parallelamente alla linea di costa e vengono stabilizzate dalla vegetazione.

In maggio le dune sono ricoperte di fioriture. Troviamo la camomilla di mare che forma splendidi cuscini bianchi, i fiorellini gialli dell’ononide e della medicago marina, il convolvolo con i sui delicati fiori bianco rosacei a campanella, i fiori bianchi della pastinaca di mare, quelli violacei dell’eringio delle sabbia, le foglie di un verde intenso del giglio del mare e le spighe dell’ammofila che ondeggiano al vento.

La sabbia arriva dal bacino idrografico del fiume Tevere, e di altri corsi d’acqua minori, alla foce viene trasportata dalle correnti marine che si muovono parallele alla costa. Si formano i cordoni litoranei, dapprima sommersi, poi emersi. Anche il vento interviene nel trasporto della sabbia che viene infine stabilizzata dalla vegetazione.
I rilievi sabbiosi costituiscono una formidabile difesa contro l’erosione del litorale.

Materiale spiaggiato che serve per piante ed animali della dunaSono pochissime le specie vegetali capaci di resistere alle condizioni ambientali estreme dell’ambiente di costa, circa una ventina, resistenti alle alte temperature estive, alla siccità, ai forti venti salmastri, al suolo povero di elementi nutritivi.

Oggi gran parte delle dune è stata spianata per far posto a stabilimenti, strade, case che spesso si trovano di conseguenza minacciati dall’erosione.
E’ necessario salvaguardare l’inestimabile patrimonio ambientale presente a Castelporziano e Capocotta che per questo sono Siti di Interesse Comunitario e Zone di Protezione Speciale, tutelate dalle direttive Europee per la salvaguardia degli habitat e degli uccelli. Inoltre una parte di Casteporziano e tutto il Litorale di Capocotta  fanno parte della Riserva Naturale Statale Litorale Romano.

Dalle ore 20.30 in poi e compatibilmente con le condizioni meteo, sarà possibile osservare pianeti e altri oggetti di cielo profondo. Con un pizzico di fortuna, anche qualche stella cadente dello sciame delle Eta Aquaridi.

Con l’ausilio di potenti telescopi e delle più moderne tecnologie è possibile assistere in luoghi bui a spiegazioni sulla volta stellata e accenni di astrofisica.

Vengono utilizzati raggi laser per puntare gli oggetti in cielo e tramite gli strumenti ottici si rendono visibili in tutto il loro splendore la Luna, i pianeti e gli altri oggetti di cielo profondo.

Nelle spiegazioni e nell’introduzione alle materie astronomiche è compreso un accenno alla storia dell’astronomia e ad altre materie umanistiche aventi punti di contato con l’astronomia stessa.

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L’Associazione Astronomica del Pellegrino organizza serate osservative, prevalentemente primaverili ed estive.

Conoscenza del territorio e Vigilanza ambientale

Con un corso, articolato in sette incontri, di cui quattro nella natura, il WWF Litorale Laziale intende fornire un approfondimento sulla conoscenza del territorio finalizzato alla vigilanza ambientale.
E’ importante avere conoscenze ed esperienze per potere in modo diretto fare attività di vigilanza ambientale  individualmente o in gruppo.
Lo scorso anno abbiamo organizzato, in seguito al devastante incendio estivo, dei nuclei di vigilanza in bici e anche a piedi a Castel Fusano per controllare il territorio.
Il corso sarà effettuato con il supporto dei Carabinieri Forestali che porteranno la loro esperienza sul campo.

Per tutti i docenti di ogni ordine e grado il corso è riconosciuto come attività di aggiornamento.

Il corso, programmato per i giorni 24 febbraio, 3, 4, 10,11, 17, 25 marzo, è limitato a 25 partecipanti:  è necessario iscriversi per tempo, telefonando o inviando un sms o un whatsapp al 347 8238652 oppure tramite posta elettronica.

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Il corso sarà tenuto da:

  • Prof.ssa M. Gabriella Villani
  • Dr. Fabio Converio
  • Prof. Giuliano Fanelli
  • Prof.ssa Francesca Capogna

PROGRAMMA DEL CORSO:
Conoscenza del territorio e vigilanza ambientale

24 FEBBRAIO – sabato, appuntamento ore 15.00
Incontro presso la sede del CEA, in via del Martin pescatore 66, Castel Fusano (nei pressi del ristorante la Casina del Bosco). Durata: 3 ore.
Introduzione al corso
Il territorio del Litorale Romano
Le problematiche ambientali  Presntazione  Corsofeb-mar2018

3 MARZO – sabato, Castel Fusano, appuntamento ore 15.30
alla stazione Cristoforo Colombo, trenino Roma Ostia Durata: 3 ore.
Visita guidata con riconoscimento delle principali specie della macchia

4 MARZO – domenica, Castel Fusano, appuntamento ore 15.30 alla stazione Castel Fusano, trenino Roma Ostia Durata: 3 ore.
Contenuti:
Visita guidata con riconoscimento delle principali specie della macchia, osservazione delle aree incendiate

10 MARZO – sabato,  Pineta Acque Rosse, appuntamento ore 15.30 presso fermata Lido Nord, trenino Roma Lido: durata: 3 ore.
Visita guidata

11 MARZO – domenica, Pineta di Procoio, appuntamento ore 15.30
Appuntamento presso il Circolo del Tennis Viale dei Promontori: durata: 3 ore.
Visita guidata

17 MARZO – sabato, appuntamento ore 15.30 presso il CEA
Vigilanza ambientale e incendi boschivi, incontro

25 MARZO – domenica, appuntamento ore 15.30 presso il CEA
Conclusione del corso con test  e consegna degli attestati.

Cosa riceveranno i partecipanti:

  • tre pubblicazioni a colori: sulla Riserva del Litorale Romano, sulle specie della duna e della macchia, su Castel Fusano.
  • ulteriori approfondimenti in formato elettronico inviati via posta elettronica
  • Un attestato di partecipazione a chi avrà preso parte a tutti gli incontri.

 

CONTRIBUTO DI PARTECIPAZIONE

  • 25 € da versarsi ad inizio corso.
  • Per chi è già socio del WWF la quota è di soli 5 € (con facoltà di donare liberamente di più).
  • Chi si iscrive al WWF (30€) a inizio corso non deve versare nient’altro.

Il contributo è destinato all’autofinanziamento dell’associazione WWF Litorale Laziale, gruppo attivo del Litorale Romano.

Il corso sarà effettuato con un minimo di 10 partecipanti.

Il corso è organizzato con la collaborazione del CEA – Centro di educazione ambientale della Riserva Litorale Romano.

WWF Italia è Ente riconosciuto e accreditato presso il MIUR per la formazione dei docenti.  A tutti i docenti partecipanti sarà inviato un attestato valido come attività di formazione in servizio.

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19 maggio 2013

COME ISCRIVERSI AL CORSO

E’ necessario iscriversi per tempo


MODULO PER ISCRIVERSI AL CORSO


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TAGLIO DI UN BOSCO NELLA RISERVA DI DECIMA MALAFEDE

DERIVA AREE NAURALI PROTETTE

Interviene il WWF in merito al taglio di 26 ettari di bosco previsto all’interno della Riserva Naturale Regionale:

Il bosco di lecci

 

“Non mettiamo in discussione che siano state seguite le regole e che il personale dell’Ente RomaNatura abbia operato responsabilmente, tuttavia il taglio di 26 ettari di bosco in uno dei territori più ricchi di biodiversità della Capitale è sintomatico di una deriva delle politiche in materia di aree naturali protette. La pratica di acquisto dei diritti di taglio da parte degli Enti competenti è una prassi, peraltro già seguita da RomaNatura, per evitare interventi invasivi in aree importanti e vulnerabili. Anche il WWF negli anni ’90 con l’Operazione Beniamino raccolse fondi per salvare centinaia di ettari di bosco grazie a questa opzione. E se in passato si sarebbe operato proprio in questa direzione, oggi le aree protette sembrano essere scivolate in fondo all’agenda politica, scarse le risorse dedicate, strumenti di pianificazione ancora in attesa di approvazione e nuove previsioni normative che rischiano di mettere a rischio le stesse ragioni per le quali il Legislatore regionale ha voluto la tutela di territori straordinari con l’istituzione di parchi e riserve naturali. Occorre recuperare quelle ragioni e i valori che le hanno sostenute per immaginare un futuro capace di natura.

SALVARE IL FRATINO NEL LAZIO E’ POSSIBILE?

Il fratino è un piccolo uccello che nidifica solo sulla spiaggia. La specie è in forte diminuzione in tutta l’Europa ed in molte regioni italiane rischia l’estinzione.

Sabato 10 giugno, presso il salone dell’hotel Sirenetta ad Ostia,

Lungomare Paolo Toscanelli 46, alle ore 17.00, interverranno su questo tema Massimo Biondi & Loris Pietrelli , ornitologi del GAROL.

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Il Fratino, Charadrius alexandrinus, può essere migratore o stanziale. In Italia sono stati stimati 2400-3200 individui svernanti e 1500-1850 coppie nidificanti molto localizzate però in aree quali le Saline di S. Margherita di Savoia (Puglia), golfo di Cagliari, saline siciliane e le lagune venete.
Da almeno dieci anni si assiste a un lento ma inesorabile declino di presenza di questo piccolo uccello.

IMG_0712(foto di Massimo Biondi)

Varie sono le cause che determinano la diminuzione della specie tutte legate all’aumentata frequentazione dei litorali per scopi ricreativi. Il Fratino, per riprodursi, costruisce il suo nido preferibilmente lungo le coste, nelle zone umide e salmastre e sulla spiaggia. Depone le uova in una piccola depressione scavata dal maschio al cui interno a volte sono deposti sassolini, frammenti di conchiglie o di altro materiale. Le uova, solitamente tre, sono senza alcuna protezione e pertanto alla portata di qualsiasi predatore e potenzialmente sottoposte a ogni tipo di disturbo, soprattutto durante la stagione balneare.
Da qualche anno, il Fratino è diventato il simbolo di un ambiente anch’esso compromesso, un ambiente di confine e quindi fondamentale: la duna. Il Fratino ne rappresenta la specie “bandiera” perché il suo destino viene accomunato a quello dell’ecosistema dunale.
Nel Lazio il monitoraggio venticinquennale dell’andamento della popolazione nidificante operato senza finanziamenti dal GAROL (Gruppo Attività e Ricerche ORNITOLOGICHE del Litorale) ha evidenziato il ruolo determinante della pulizia meccanica delle spiagge come causa del declino numerico della specie che causa inoltre profonde trasformazioni  e distrugge l’ecosistema dunale.
A causa di un’urbanizzazione diffusa, incontrollata ed in alcuni casi devastante, le aree naturali del litorale laziale si sono ridotte sensibilmente negli ultimi 40/50 anni. Quasi tutti i comuni del litorale laziale, soprattutto a sud di Roma, presentano tratti fortemente degradati, dove è decisamente improbabile qualsiasi tipo di intervento ricostruttivo (la sola Provincia di Roma conta più di 300 stabilimenti balneari e decine di chioschi e punti di ristoro). Il monitoraggio delle popolazioni di Fratino viene eseguito esplorando, a piedi, l’intero tratto di costa laziale ed i possibili siti di nidificazione interni rispetto alla linea di costa: il controllo viene sempre eseguito nel periodo marzo-luglio, con visite periodiche (ogni 15 gg circa) durante le quali vengono raccolti dati sulla biologia riproduttiva e sulla scelta dell’habitat.
I dati del GAROL raccolti in 29 anni di monitoraggi ci dicono che la specie è passata dalla 40 coppie degli anni ’90 alle 10-12 del periodo 2009-2017. In particolare la specie quest’anno non si è riprodotta nel viterbese mentre i provincia di Latina la stima è di 0-1 coppie. Di poco migliori i dati della provincia di Roma dove sono presenti appena 6 siti di riproduzione, di cui 1 solo è tutelato direttamente essendo coincidente con la spiaggia della Tenuta Presidenziale di Castelporziano.fratino m coccia morto schiusa i° nido 19 04 2007

(foto di Massimo Biondi)